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collateral beauty notiziaUna produzione impreziosita di stelle per l’ultimo flm di David Frankel. «Esistono milioni di esempi di bellezza collaterale, ognuno di loro è unico e ognuno di noi ha la sua idea di come potrebbe essere. Sono il motivo che spinge ciascuno di noi ad andare avanti». Keira Knightley presa nel ruolo

di Raffaele Dicembrino

Tempo, amore e morte. Queste tre cose mettono in contatto ogni singolo es sere umano sulla Terra. Desideriamo - l’amore. Questa la chiave del flm dal cast stellare Collateral Beauty. Will Smith, Edward Norton, Kate Winslet, Michael Peña, Naomie Harries, Keira Knightley sono i protagonisti di questa storia tutta da seguire.
“Collateral Beauty” ci guida nel come fare a riprendersi la propria vita e ritrovare l’amore, dopo aver subito una gravissima perdita, oltre che degli inaspettati momenti di speranza, di signifcati e di legami – il proverbiale lato positivo – che sono la luce del percorso che attraversa anche i momenti più oscuri. “Sono tutte quelle cose che diamo spesso per scontate, o di cui addirittura neanche ci accorgiamo, ma che sono presenti ogni giorno, come un tramonto…oppure da cogliere al volo, come il sorriso di un bambino”, dice il regista David Frankel. “Esistono milioni di esempi di bellezza collaterale; ognuno di loro è unico e ognuno di noi ha la sua idea di come potrebbe essere. Sono il motivo che ci spinge ad andare avanti e penso che ciò che renda avvincente questa storia, è il fatto che ci ricorda di godere di quei brevi frammenti di vita brillante, che la rendono interessante da vivere”. Scoprire quei momenti illuminati da tragici eventi, è un viaggio emotivo e spirituale profondamente personale per ogni singolo individuo, ma anche qualcosa che dobbiamo condividere. Ambientato nel calore, nell’energia e, a volte, dolce amaro periodo delle vacanze Natalizie a New York City, “Collateral Beauty” racconta la storia dell’affermazione della vita nel progresso di un uomo a confronto con un grave lutto, e di ciò che scopre alla fne – con il cuore, il candore, una leggera vena di humor e la consapevolezza che ci saranno sempre alcune cose che vanno aldilà della nostra comprensione. “Il modo in cui vediamo il mondo, con cui apriamo il nostro cuore e come ci relazioniamo a persone che hanno vissuto una tragedia, può essere bellissimo”, osserva lo sceneggiatore Allan Loeb, che è anche uno dei produttori del flm. “Potrebbe trasformare il nostro pensiero”. Will Smith, protagonista principale, è Howard, un uomo afitto dal dolore, concorda. “L’idea generale di bellezza collaterale ha commosso tutti quanti noi, anche se le circostanze sono difcili da metabolizzare, succede sempre qualcosa di speciale; bisogna cercarla per vederla”. Citando la canzone classica delle festività, ‘It’s a Wonderful Life’ una delle sue preferite, oltre che di ispirazione per “Collateral Beauty”, aggiunge, “Molti attori contattati da David hanno accettato immediatamente. Eravamo tutti convinti della bontà del flm; tutti noi volevamo veramente fare parte del gruppo che avrebbe portato la storia sullo schermo”. Per Loeb, tutto è iniziato dal germe di un concetto, cresciuto per catturare la sua immaginazione fno al punto di diventare innegabile. “Tutto si è composto, pezzo dopo pezzo, durante un lungo periodo in cui ero impegnato con altri flm e altri progetti a cui stavo lavorando”, racconta. “C’era questa piccola storia che continuava a girarmi nella testa, quella di un uomo che scrive lettere ad entità astratte come il tempo, l’amore e la morte e sul perché lo facesse”. Howard era un manager della pubblicità dinamico e di successo, a capo della sua stessa azienda, uno per cui le parole una volta rappresentavano potenti strumenti di comunicazione applicate al marketing. Erano di grande motivazione. In una delle prime scene lo vediamo ricordare la sua ex passione, rivolgendosi ad una folla rapita dalle sue dichiarazioni: “Queste tre cose collegano ogni essere umano della Terra. Desideriamo l’amore. Vorremmo avere più tempo. E temiamo la morte”. Ma dopo la morte della fglia di sei anni a causa di una grave malattia, Howard diventa una persona emotivamente alla deriva, e questi concetti assumono signifcati più grandi. Sempre più solo e senza contatti con gli altri, la sua unica forma di comunicazione sono le lettere accusatorie ed arrabbiate che scrive all’Amore, al Tempo e alla Morte. “Si confronta con grandi problemi flosofci, cercando le risposte nell’universo”, dice Frankel. “Come un moderno Re Lear, potremmo dire, ulula contro gli Dei”. “Vengono defnite astrazioni, ma tutti noi sappiamo che queste non sono cose astratte”, dice il produttore Michael Sugar. “Sono le cose che ci guidano. Ogni regista aspira a realizzare flm che siano allo stesso tempo di intrattenimento e commoventi, e sono convinto che questo flm catturi l’essenza di tutte quelle cose della vita a cui siamo abituati a pensare, il che spiega perché, sin da quando ho letto il copione la prima volta, ne sono rimasto affascinato. Tutti noi ne siamo stati affascinati”. Alla fne, la fssazione di Howard da ai suoi amici un’idea su come aiutarlo ad uscire dalla sua situazione di malessere senza fne, consentendogli di confrontarsi con questi concetti. Hanno già provato di tutto per aiutarlo, dai consigli tradizionali per il cordoglio fno a riti sciamani, offrendogli conforto e pazienza ma niente sembra essergli di aiuto. Gli amici più cari di Howard sono i suoi colleghi e soci di lunga data: Whit, interpretato da Edward Norton, Claire, interpretata da Kate Winslet e Simon, interpretato da Michael Peña. Sebbene la loro preoccupazione per lui sia sincera, il loro piano ha anche un aspetto pratico visto che la disconnessione di Howard dal lavori ha portato la compagnia sull’orlo dell’insolvenza e bisognerà affrettarsi a realizzare una vendita per salvarla. Il produttore Anthony Bregman spiega, “Il suo comportamento sta per distruggere l’agenzia perché non trova più nessun interesse nel mondo che lo circonda, e i suoi soci e migliori amici temono di perdere tutto quello per cui hanno lavorato insieme. Pertanto decidono di adottare delle misure estreme. Lo fanno per la compagnia e per le centinaia di persone che vi lavorano, ma soprattutto lo fanno per amore. Lo fanno per lui”. “Si tratta di una scelta”, dice Frankel. “Un amore difcile”. Uno dei tanti giorni in cui era seduto sulla solita panchina al parco dei cani, Howard viene avvicinato da una tranquilla signora vestita di un bel blu vivido, che si siede proprio accanto a lui. Ha in mano una lettera che lui aveva di recente spedito alla Morte. Dopo averlo completamente spiazzato, la signora si presenta come la destinataria della lettera. Quando Howard inizia ad indietreggiare incredulo, lei gli ricorda che le persone sono sempre alla ricerca di risposte da parte dell’universo, ma queste risposte dirette non vengono concesse a chiunque. Riflettendo sulla realizzazione dell’insolita scena e sulla reazione di Howard, che è in parti uguali di incredulità, curiosità e avversità, Frankel riconosce che, “La storia è molto commovente, ma nasconde anche un lato comico, in special modo durante la giocosa relazione tra i personaggi e i comportamenti della razza umana. Per me la cosa più difcile era trovare l’equilibrio di quei momenti e i personaggi che sono intensi e le idee profonde”. La donna in blu è interpretata da Helen Mirren, la quale, come molti del cast e della produzione, ha accettato di far parte del progetto grazie alla storia. “Era originale. Non avevo mai letto nulla di simile prima d’ora, quindi mi sono appassionata al concetto di bellezza collaterale e del suo signifcato”, ci racconta. “ L’idea è grandiosa. La verità è che ognuno ha una sua propria concezione di questi elementi; è una faccenda privata e personale. Ma, senza dubbio, queste sono tra le idee più importanti e fantasiose a cui dobbiamo aggrapparci, in quanto esseri umani nel grande viaggio della vita”. “Avevo letto 20 o 30 pagine quando la storia ha iniziato a prendermi”, racconta il produttore Kevin Frakes. “Sapevo che la sceneggiatura sarebbe stata fantastica, ma non avevo ancora realizzato quanto potesse colpirmi personalmente. Sono scoppiato a piangere. Mi ha letteralmente messo al tappeto e sono dovuto scappare a casa, ma avevo la sensazione netta che questo era un flm che dovevo fare assolutamente. Secondo me, parla dei miracoli della vita …la nascita e la morte. E quando qualcuno muore, la sua anima resta tra noi. Questa è la mia interpretazione del signifcato di bellezza collaterale”. Allo stesso tempo, nota Edward Norton, “Il flm ha un tocco leggero pur se al suo interno nasconde temi difcili, oltre ad un mix di elementi che mi ricordano molto i flm di Billy Wilder. Se si torna a guardare alcuni dei flm degli anni ‘30 e ‘40, si noterà che a volte riuscivano a contenere alcuni temi da adulti ma confezionati con una certa qualità. Quando si guarda quel tipo di flm, ci si meraviglia dell’abilità con cui certi registi ed attori seguano quelle tonalità e quando ho letto il nostro copione, ho pensato che contenesse lo stesso grado di difcoltà. L’equilibrio dei toni è molto interessante”. “Sapevamo quanto David fosse capace di unire il divertimento all’emozione senza essere manipolativo. Nei suoi flm si nota l’eccellenza nel catturare tonalità speciali”, dice Sugar. Ugualmente importante, “Riesce a farsi dare delle interpretazioni reali che mantengono la sensazione del flm verità per quanto possibile”, dice il produttore Bard Dorros, “pur consentendo al pubblico di capire che nella storia c’è molto di più. Dietro a questi eventi c’è un signifcato. C’è un signifcato per il dolore, un signifcato per l’amore e c’è anche un motivo per cui tutti questi elementi interagiscono tra loro. Spero che questo regali allo spettatore il senso di soddisfazione che si ha quando si assiste ad una storia che diventa man mano sempre più grande della somma delle sue parti”. Con lo svolgersi degli eventi, queste parti vengono rivelate per includere le vite degli altri personaggi principali, a parte la loro concentrazione sul caso di Howard. Scopriamo anche come questo viaggio sia importante anche per loro, i problemi che devono risolvere e le cose di cui sono alla ricerca, mentre il concetto di bellezza collaterale si espande per toccare tutti loro in modo inaspettato. “In ogni scena, ho provato a dare risalto al collegamento fra le persone, al modo in cui vengono coinvolte e a come tentino di trovare ciò di cui hanno bisogno dalla vita”, dice Frankel. Oltre a Smith, Norton, Winslet, Peña e Mirren, il cast stellare del flm include anche Keira Knightley e Jacob Latimore, che discute il caso di, rispettivamente, Amore e Tempo, e Naomie Harris, nel ruolo di consulente del dolore che conosce molto bene l’argomento. Ambientato a New York durante il periodo delle festività natalizie, la produzione ha sfruttato lo splendore incomparabile delle decorazioni e dei giochi di luce della città, per sottolineare un altro elemento sempre presente in tutta la storia, lasciando al pubblico la loro personale interpretazione: le possibilità di invisibili e sconosciute forze che lavorano dietro le quinte delle nostre vite. “C’è qualcosa di esaltante e meraviglioso nell’aspetto di New York a Natale, con alberi dappertutto e luci ovunque, senza essere esagerata”, commenta Frankel. “Sembra quasi di essere in una piccola sfera di neve quando viene agitata, rilasciando tutti I focchi di neve per catturare la luce”. Questa visuale idealizzata la rende il giusto fondale per una storia ispiratrice che racchiude in sé la bellezza in milioni di modi e, aggiunge, “riflette la nostra immaginazione su come dovrebbe funzionare il mondo ed è, semplicemente, il trionfo dell’amore e dello spirito umano”. La Knightley dice del suo ruolo, “Lei ha molto a cuore il dolore di Howard, perché è parte dell’amore, e gli parla in termini emotivi che lui riesce a comprendere. Ma lei vuole anche fargli capire che l’amore non è tutto rose e fori; è anche il dolore terribile che si prova quando qualcuno che amiamo ci viene strappato via, e questo non diminuisce o termina in alcun modo. “Era un’idea veramente intrigante e poi, come si fa a dire no alla personifcazione dell’amore?”, domanda. L’attrice si stava godendo un raro momento di pausa dal lavoro, quando le è stato offerto di partecipare a “Collateral Beauty”. “Ho un bambino molto piccolo e avevo appena fnito di girare un flm impegnativo, quindi in quel momento non me la sentivo di cercare altri ruoli”, ricorda. “Ho dato la sceneggiatura a mia madre, pensando che come al solito mi avrebbe detto ‘No, non farlo, resta a casa con il bambino e riposati’. Invece dopo averlo letto, mi ha telefonato in lacrime. Mi disse che era da molto tempo che non provava una cosa simile. Penso che il flm parli di qualcosa che spaventa un po’ tutti, pur offrendo un incredibile senso di sollievo e di ottimismo.

© http://www.lacrocequotidiano.it  - 24 gennaio 2016

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