Gli status della famiglia
Il cardinale Bonaventura da Bagnoregio morì il 15 luglio 1274 durante il secondo concilio di Lione, ma la sua dottrina e scritti continuarono a diffondersi. Così leggendo il paragrafo 16 della Relatio post disceptationem tenuta alla III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione (5-19 ottobre 2014) dal Relatore generale Cardinale Péter Erdő, sulle «tappe fondamentali nel disegno divino sulla famiglia» si nota un’affinità con la dottrina degli status, una tra le chiavi di volta del pensiero bonaventuriano. Ecco come la riepiloga Vincenzo Cherubino Bigi.
Lo status è la situazione esistenziale quale fonte e possibilità di una certa esperienza. Gli “status” principali dell’umo sono quattro:
status naturae institutae,
status naturae lapsae,
status viae,
status gloriae.
Il primo indica la condizione di integrità, di innocenza e pienezza del primo uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio; il secondo dice lo scadimento o la diminuzione dell’uomo causata dal peccato; il terzo è lo “status” in cui noi siamo inseriti; uomini redenti e itineranti, con opposte possibili direzioni, impegnati e chiamati a scelte possibilizzatrici di salvezza. Il quarto rappresenta la condizione finale, concreta e ideale insieme, del nostro itinerario terreno vissuto con autenticità. Ovviamente lo “status” che interessa l’itinerario bonaventuriano è quello di cammino o di via che è intimamente drammatico e rischioso, in quanto ha in sé e lo scadimento originato dalla colpa e la tensione verso la redenzione, cioè verso il ripristino dell’innocenza originaria.
Ora il problema di fondo che investe lo stato di via è questo: se, causa la colpa, noi siamo scaduti di fronte a noi stessi, a Dio e al mondo, onde avvertiamo fratture tra spirito e carne, tra noi e Dio, come è possibile iniziare un cammino di elevazione progressiva che ci restituisca la pienezza primitiva di essere di significato e di azione? […] Per san Bonaventura la preghiera costituisce quella forza interiore che permette all’uomo di iniziare il cammino verso la pace.
Da: Vincenzo Cherubino Bigi, Studi sul pensiero di san Bonaventura, Ed. Porziuncola, p. 277-278.