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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Santi Biagio e Carlo ai CatinariOmelia del Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nella Celebrazione Eucaristica per la Solennità di San Biagio, Vescovo e Martire, compatrono del titolo Cardinalizione dei Santi Biagio e Carlo ai Catinari – Roma, lunedì 3 febbraio 2020 A.D. [1]


 

Reverendo Signor Parroco, Padre Rodrigo,
Reverendi Sacerdoti, Religiosi e Religiose,
Sorelle e fratelli nel Signore!
1.Alla sera di questo giorno, ci ritroviamo a celebrare l’Eucarestia del Signore, affidandoci in modo particolare alla preghiera e all’intercessione del Santo Vescovo e martire Biagio. Egli fa parte della schiera di testimoni di cui parla la lettera agli Ebrei, guardando i quali anche noi possiamo deporre tutto ciò che ci intralcia e il peccato che ci insidia e correre verso la meta, Cristo Gesù, autore e perfezionatore della nostra fede.
L’atto del nostro credere non prende infatti principio da una nostra buona disposizione d’animo o da uno sforzo di volontà, ma anzitutto dal dono di grazia che ci fa il Signore chiamandoci all’incontro con Lui; quella stessa grazia che opera secondo i carismi e le vocazioni dentro il Corpo di Cristo che è la Chiesa, e in modo singolare con la forza che ricevono i martiri di confessare il Maestro e Signore sino all’effusione del sangue col dono della propria vita. Del dono della fede fatto a tutti noi e del coraggio intrepido della testimonianza di san Biagio rendiamo grazie al Signore, e chiediamo di esserne sempre consapevoli e responsabili.
2. La lettura del libro dei Maccabei ci ha offerto l’esempio di quanto lo Spirito di Dio può operare nel cuore dell’uomo, rendendolo capace di superare la paura dei più grandi supplizi pur di non smarrire neanche per un istante la fedeltà alla Parola che il Signore ha donato al suo popolo. Colpisce che questo avvenga non soltanto nel confronto serrato tra i fratelli e il re, ma che la luce della testimonianza illumini anche le relazioni tra la madre e i suoi figli. Tale dimensione ci conduce a riflettere sulla realtà odierna del martirio, su quanto molti nostri fratelli e sorelle nel mondo continuano a patire per completare nelle loro membra quanto manca alle sofferenze di Cristo, secondo la nota espressione paolina. Non solo nel Vicino e Medio Oriente, ma anche in Nigeria, in Messico, in alcuni Paesi dell’Estremo Oriente: si cerca di soffocare il grido che proclama con le labbra che Gesù Cristo è l’unico Signore della storia, ma si vuole mettere a tacere anche quel cammino di carità, di giustizia sociale, di fedeltà al Romano Pontefice per i quali molti fedeli continuano a battersi nelle zone che ho ricordato, andando contro ai regimi e ai tiranni di oggi, ma anche a clan e strutture di peccato che opprimono i poveri per continuare ad arricchirsi con le loro attività illecite, come il narcotraffico. La testimonianza dei martiri di ieri e di oggi è per noi lo sprone a continuare a camminare nella luce del Signore e nella fedeltà alla nostra vocazione battesimale e sacerdotale.
3. La festa di San Biagio è però entrata nelle corde della pietà popolare per i miracoli a lui attribuiti, specialmente il più famoso che lo ha reso protettore contro i mali della gola: il gesto di compassione, come il buon samaritano, operato dal Santo Vescovo mentre era condotto sulla strada verso il martirio, che lo fece fermare dinanzi ad una madre disperata perché suo figlio stava morendo soffocato. Nel momento in cui Biagio poteva essere preoccupato per la sua vita che stava per essergli tolta, risplende il disinteresse con cui ancora una volta si consegna, donando il proprio tempo e la propria preghiera dinanzi ad un povero e un bisognoso di salvezza. Il miracolo di Biagio ancora prima che la spina estratta dalla gola del bimbo è stato quello di esserli tolto l’ultimo briciolo di amor proprio per consegnarsi completamente a Dio e ai fratelli: non è stato il carnefice a togliere la vita al santo vescovo, perché egli l’aveva già donata interamente al suo Signore.
4 Il rimedio dei mali della gola però non è soltanto quello esteriore, soprattutto in questi tempi di virus sconosciuti che si diffondono nel mondo, realtà drammatica per la quale eleviamo la preghiera a Dio per tutte le popolazioni coinvolte e per i soccorritori, medici, infermieri e ricercatori. Il male più grave che non può essere guarito da un vaccino è quello del veleno che può sgorgare dal cuore degli uomini, quando seminano divisioni e maldicenze, giungono a calunniare, pensando di compiere un’opera di giustizia e seminando confusione e disorientamento: la mormorazione, il dubbio instillato negli altri – soprattutto i piccoli e i semplici – ogni parola o pensiero che non costruisce la comunione, ma disperde il gregge. Chiediamo al Signore la grazia della conversione continua e quotidiana per ciascuno di noi, e la forza di rispondere alla maledizione con la benedizione, al rancore col perdono, ai gesti che dividono con quelli che cercano l’unità. San Biagio guarisca le nostre gole, e renda con la sua potente intercessione la nostra lingua capace di lodare il Signore e narrare le sue meraviglie, insegnando ad ogni uomo a fare altrettanto, nella Chiesa, e nella comunione fedele e filiale col Successore di Pietro, il nostro Santo Padre Francesco. Amen
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[1]  La Chiesa parrocchiale dei Santi Biagio e Carlo ai Catinari - in buona parte di proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero degli Interni - è uno dei monumenti storico-artistici di Roma che a partire dal terremoto che ha colpito alcune zone del centro Italia nel 2016 è ancora chiusa: i studio e progettazione del restauro mirante al consolidamento strutturale sono ancora fermi o quantomeno rallentati. La lentezza della burocrazia e la fatica a reperire i finanziamenti non fermano però né la comunità dei Padri Barnabiti, né i fedeli che di anno in anno, nelle feste patronali di San Carlo il 4 novembre e di San Biagio il 3 febbraio, si radunano a celebrare l'Eucarestia invocando l'intercessione dei loro santi protettori. E non manca mai nemmeno il Cardinale Leonardo Sandri, che dal novembre 2007 è stato prima titolare della Diaconia, dal maggio 2018 elevata pro hac vice a Titolo presbiterale, e anche ora come Cardinale Vescovo e Vice-Decano del Collegio Cardinalizio, si unisce ai sacerdoti, ai Religiosi e ai fedeli per celebrare la Santa Messa Solenne. E' stato il caso di ieri, festa di San Biagio, nell'Eucarestia presieduta in cui ha tenuto l'omelia che si allega. Hanno concelebrato con lui il Parroco, padre Rodrigo Alfonso Palominos, il Superiore della Comunità, alcuni altri sacerdoti e il nuovo Sotto-Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, don Flavio Pace.

Congregazione per le Chiese Orientali - 3 febbraio 2020