MARSALA, 28. La nuova evangelizzazione passa anche per la riscoper-ta e la valorizzazione dell’anno li-turgico. Un itinerario educativo, una vera scuola della fede, assoluta-mente necessaria soprattutto in tem-pi di secolarizzazione, in cui anche il significato delle grandi feste cri-stiane viene appannato, sfigurato e, peggio, commercializzato. Lungo questa direttrice si svolge a Marsala, nella diocesi di Mazara del Vallo, la sessantreesima Settimana liturgica nazionale. Tradizionale appuntamento di fi-ne agosto, promosso dal Centro di azione liturgica, a cui Benedetto XVI, tramite il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha fatto giungere un messaggio in cui si au-gura che l’iniziativa possa offrire un «valido contributo al cammino della Chiesa in Italia». In particolare, nel documento si pone il convegno alla luce «dell’An-no della Fede, che la Chiesa univer-sale si appresta a vivere nel 50° an-niversario dell’apertura del concilio ecumenico Vaticano II», auspicando che esso «porrà al centro il valore del nostro credere, nella prospettiva della nuova evangelizzazione». Il tema dell’incontro — “L’anno liturgico: pellegrini nel tempo. Iti-nerario educativo alla sequela di Cristo” — viene sottolineato inoltre nel messaggio, si colloca efficace-mente nell’orizzonte tematico de-cennale indicato dalla Conferenza episcopale italiana, «ponendo l’at-tenzione sull’Anno Liturgico, colto nella sua valenza educativa, e sull’incidenza che esso ha sempre avuto nell’ambito della formazione cristiana». Infatti, «il precipuo e na-tivo compito pastorale che la tradi-zione vivente della Chiesa riconosce all’Anno Liturgico deriva dal fatto che esso è, secondo una felice affer-mazione del venerabile Pio XII, “Cristo stesso, che vive sempre nella sua Chiesa e che prosegue il cammi-no di immensa misericordia da Lui iniziato» (enciclica Mediator Dei, 14)». In questo senso, «diventa luo-go e strumento permanente della presenza di Cristo tra i suoi fratelli, di educazione alla fede, nonché struttura celebrativa che consente una esposizione continua e progres-siva del piano salvifico di Dio attra-verso i mysteria carnis Christi». In-somma, «tale percorso costituisce la sede primaria di un processo di educazione alla fede e di conver-sione». Parole, quelle del messaggio, che hanno fatto da sfondo agli interven-ti dei convegnisti fin dalle prime battute dell’incontro, al quale, fino a venerdì 31, partecipano oltre quat-trocento esperti e delegati delle dio-cesi italiane. Parole alle quali si è mostrato in sintonia monsignor Feli-ce Di Molfetta, vescovo di Cerigno-la-Ascoli Satriano, presidente del Centro d’azione liturgica. «Il dono dell’anno liturgico è permettere di vivere in Cristo. Questa è la misura della pienezza di Cristo: raggiunge-re il traguardo, oltre il tempo. Col-locando l’anno liturgico in questo orizzonte educativo, esso costitutiva-mente deve essere considerato come itinerario privilegiato di fede per la comunità; itinerario che non è mai concluso, perché si estende a tutta la vita con la scoperta e la consape-volezza progressiva della fede». An-che se, ha ammesso, questo non sempre accade, perché talvolta «vengono anteposti i nostri pro-grammi a quelli del Signore». Pro-prio per questo, ha sottineato nel suo saluto il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, «l’anno liturgico ci sprona a correre, come pellegrini, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento».
© Osservatore Romano - 29 agosto 2012