Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

amore non e amato"troppo per'l'tempo chi ben t'ama
dolce amor Jesù, sovr'ogn'amore"

La differenza tra religiosità e fede è svelata chiaramente in questa solennità che ci apprestiamo a vivere.

La religiosità si concentra sulla giustificazione, l'apparenza, la festa senza sostanza, la "carammellosità" della fede e il relativismo culturale, morale e teologico, i miracoli e le taumaturgie, il trionfalismo e il fondamentalismo e, pertanto, la religiosità celebra l'Osanna all'entrata di Cristo nella nostra vita ma è pronto alla fuga con parole ed opere: "io non lo conosco!". Questo perché la religiosità opera nel piano del mercato e dell'utile. Grida Osanna ma guarda solo nella prospettiva della convenienza.

La religiosità non entra mai nel mistero Pasquale ma si adopera costantemente di fuggirlo e di adorare le proprie dissipanti abitudini.

La fede, al contrario, per quanto possibile alla creatura e nella individualità di ogni cammino, segue i passi di Cristo e suda sangue con Lui.
Soffre il tradimento che Giuda opera in sé e che vende per una miseria il Signore dei signori. 
Il giovedì santo lava i piedi alla Chiesa con Cristo e con Lui rende grazie nel Mistero Sommo dell'essenza trasformata dal pane e dal vino nel Corpo e Sangue di Cristo.
La Fede porta all'esserci nella Santa Cena.
La Fede ti porta nell'orto degli ulivi e sperimenta il peso del peccato (proprio, innanzitutto e, successivamente, anche quello altrui per appartenenza e non per intimo giudizio) cercando di farsi "angelo" (come San Giuseppe), per aggrapparsi alla Paternità con la paternità della custodia, nella nudità assoluta, consolando Cristo Gesù, che suda sangue e tremore per te.

La Fede ti immerge nel giudizio degli uomini, nelle percosse, nel dileggio e nell'essere sballottato tra i muri istituzionali che non riconoscono la Verità. Sballottato e colpito con pugni iniqui. Il dolore della fonte dell'essere e del Bene che viene negato, rifiutato, non riconosciuto.
La Fede segue Cristo per la strada irta e in salita del Golgota, porta la Croce con dignità e si espone al disamore egolatrico degli uomini e delle donne.

La Fede condivide con Lui l'amarezza, il disprezzo e gli sputi, i chiodi e lo scherno, l'impotenza di vedere soffrire chi ami, il morire fuori dalle mura di Gerusalemme.
La Fede sperimenta, per quanto possibile, l'abisso dell'inferno della solitudine da Dio e dagli uomini, perdona con Cristo e poi muore con Cristo.

La Fede con Lui giace silenzioso il sabato santo, nella desolazione del cuore, aggrappato alla speranza di Maria. La Fede si aggrappa a questa Speranza per te e per la Chiesa.

E poi, la Fede, con Lui e per Lui, per sola grazia, risorge nella pienezza della vita. Gioisce ed esulta perché è risorto come aveva promesso. Ed è questo l'Annuncio, dato senza riserve.

Questa è la strada della Fede... ogni altra scorciatoia porta al muro del nulla e della perdizione; porta alla bugia su Dio, su sé stessi e sui fratelli.
Alla bugia sulla Chiesa.

In silenzio e con gratitudine, senza fuggire in alcun modo, dunque, viviamo per Fede la settimana che tutto giudica, il dono inestimabile ed inenarrabile della Settimana Santa. Fulgore della ri-creazione nel Redentore.

Paul Freeman