La riforma della Chiesa che il Papa va proponendo e spiegando è radicata nella Parola di Dio. Come lo è la sua capacità di leggere i segni dei tempi e di porsi in dialogo con le culture moderne, comprese quelle attraversate dalla rivoluzione informatica. Lo stile di vita cristiana proposto da Benedetto XVI discende dall'ascolto della Parola di Dio. Egli non offre una propria riflessione sulla quale apporre una episodica conferma della Sacra Scrittura, ma giustifica la sua attenzione ai diversi aspetti dell'esistenza umana a partire dalle sollecitazioni della Bibbia stessa.
Il Papa è convinto che la nuova evangelizzazione, strategia unificante di tutta la pastorale di oggi, debba partire da un ritorno alla Parola di Dio. Come del resto lo fu agli inizi della Chiesa. "È urgente - scriveva nel 2006 nel suo primo messaggio per la Giornata mondiale della gioventù - che sorga una nuova generazione di apostoli radicati nella parola di Cristo, capaci di rispondere alle sfide del nostro tempo e pronti a diffondere dappertutto il Vangelo". E aggiungeva: "Cari giovani, vi esorto ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano, perché sia per voi come una bussola che indica la strada da seguire. Leggendola, imparerete a conoscere Cristo".
La scelta di Joseph Ratzinger di scrivere un libro su Gesù di Nazaret, dove al Vangelo viene riconosciuta un'attualità storica e normativa pure nella nostra età dominata dalla scienza, non è il lusso di un teologo, ma un segnale chiaro in un tempo in cui Gesù Cristo viene proposto come uno dei tanti miti umanitari e la Chiesa avverte il bisogno di fondare solidamente le verità da credere, ripartendo da quel Gesù senza il quale non ha senso la fede cristiana.
Se c'è un libro che oggi richiede una scoperta personale, questo è senza dubbio la Bibbia. Masticarlo non è facile, ma non impossibile, specialmente per i tanti che, credenti e non, cercano un senso alla vita e alle piccole e grandi cose che la vita ci presenta ogni giorno in faccia, non di rado dolorosamente. La Bibbia, quando la si avvicina, non si rivela soltanto un libro, per quanto avvincente o suscitatore di travolgenti passioni. È infatti l'unico testo che, dietro la cortina di una conoscenza in chiaroscuro del mistero del bene e del male che ci inquieta sempre, lascia intravedere la presenza di qualcuno che forse cerchiamo senza sapere e che è lì, per camminare con noi, per liberarci dai pesi, quando ci pare che nulla, neppure l'amore, abbia più senso e nessuno riesce a raddrizzare le nostre spalle incurvate dalla fatica di vivere.
c. d. c.
(©L'Osservatore Romano - 23 agosto 2009)