A cura di P. Pietro Messa, ofm Per mostrare come a volte ciò che appare come uno sconvolgimento in realtà è una salvezza, il Venerdì santo 2020 padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, nell’omelia della celebrazione della Passione del Signore, presieduta da papa Francesco nella Basilica di San Pietro, ha narrato il seguente un aneddoto: “Mentre affrescava la cattedrale di San Paolo a Londra, il pittore James Thornhill, a un certo punto, fu preso da tanto entusiasmo per un suo affresco che, retrocedendo per vederlo meglio, non si accorgeva che stava per precipitare nel vuoto dall’impalcatura.
Un assistente, inorridito, capì che un grido di richiamo avrebbe solo accelerato il disastro. Senza pensarci due volte, intinse un pennello nel colore e lo scaraventò in mezzo all’affresco. Il maestro, esterrefatto, diede un balzo in avanti. La sua opera era compromessa, ma lui era salvo”.
Nella ripresa televisiva si può scorgere la grande attenzione con cui il Papa ascoltava tale esempio, guardando dritto il predicatore.
Un racconto, ma come sanno gli storici in ogni narrazione vi sono sempre nuclei di realtà storica. James Thornhill (25 luglio 1675 o 1676 - 4 maggio 1734) fu un pittore inglese che nelle sue opere si rifaceva allo stile barocco italiano. Negli anni 1716-1719 dipinse nella cupola della Cattedrale di San Paolo a Londra otto dipinti monocromatici raffiguranti altrettante scene della vita dell’Apostolo delle genti. La posizione non era delle più comode e il pittore era sul suolo inglese uno dei migliori del tempo. Non meraviglia quindi che possa aver ammirato con orgoglio i suo dipinti e che il rischio di cadere da quell’altezza fosse reale.
Proprio come accade a ogni persona, ma meno male che c'è sempre qualche imperfezione che lo salva! Veramente la pietra scartata dal costruttore si rivela essere pietra angolare.