«Sulla soglia della nostra istituzione si sono radunate le attese relative ad alcuni passaggi di società e di Chiesa. Queste attese interpellano il nostro ministero ecclesiale di teologi e formatori, insieme con la nostra più generale responsabilità di intellettuali credenti».
Lo afferma il preside della Facoltà Teologica del-l’Italia Settentrionale, Pierangelo Sequeri, nel saluto inaugurale del-l’anno accademico 2012-2013. Tra gli obiettivi che l’istituzione si propone, aggiunge, «il primo è quello di propiziare una migliore alleanza tra la solida vitalità della formazione cristiana di base e il pensiero alto dell’intelligenza teolo-gica della fede. L’istituzione teolo-gica specialistica si deve far carico delle migliori condizioni per la for-mazione di un pensiero cristiano at-trezzato a confrontarsi, con totale rispetto delle competenze e senza sudditanza alcuna, con il vasto la-voro della ragione umana: nei do-mini dell’umanesimo etico e dell’in-venzione artistica, della filosofia e della scienza, della conoscenza sto-rica e della cultura politica, dell’in-terpretazione dei fatti di cultura e dell’esplorazione delle domande ra-dicali sul senso». L’istituzione teologica, che inve-ste preziose risorse ecclesiali sulla vitalità del sapere della fede e sul rigore della sua elaborazione deve essere capace «di motivare quell’in-vestimento: rendendone l’e s e rc i z i o una vocazione appassionante per il credente, e un principio di soddi-sfazione per l’intera comunità cri-stiana», ha aggiunto il preside, sot-tolineando che «non deve essere trascurata l’importanza di restituire all’immagine condivisa dell’istitu-zione lo spirito e la pratica di un’amichevole reciprocità di cono-scenza e di frequentazione della co-munità cristiana: nel suo senso più ampio, ma anche più concreto». Monsignor Sequeri pone poi l’accento su un secondo asse di orientamento dell’azione della fa-coltà: «la convergenza del cristiane-simo sull’obiettivo di una “nuova evangelizzazione”», sottolineando in particolare che «la fede genera nuova vita, non si ripete. Il suo principio è lo Spirito di Dio, che non invecchia mai. Il primo passo della fede è la fede. L’atto della fe-de è la sua attuazione, non la sua memoria». In questo ambito l’istituzione teologica si inserisce in molti modi ovvi, ricorda il preside, precisando però che «l’attuale congiuntura sto-rica suggerisce un nuovo punto di attenzione. Nel passaggio odierno, infatti, insieme con la restituzione della fede alla sua vitalità generatri-ce, si decide qualcosa di cruciale per il futuro dell’umanesimo della generazione. La tec-nica, l’economia, e — progressivamente — la politica dell’O c-cidente, sono larga-mente attraversate dall’impulso a secola-rizzare gli utili di quell’umanesimo, sa-cralizzando le perdi-te. La tentazione, in-fatti, è quella di rac-contare la storia della trasmissione della fe-de come un ingom-bro per la qualità ci-vile dell’umanesimo dalla quale è fi-nalmente possibile emanciparsi». In que-sta situazione genera-le «l’intelligenza del-la fede deve dunque iscrivere lo slancio del suo pensiero migliore dentro un nuovo e più affinato ri-conoscimento della sua tradizione e della sua storia. L’onestà intellet-tuale richiesta, la ricompenserà: la sua stessa storia, infatti, è capace di istruirla, se la teologia la interroga per imparare ciò che lo Spirito dice alle Chiese». Concludendo Sequeri sottolinea che «il pensiero della sto-ria, rende concreta la storia del pensiero. E restituisce coscienza delle energie che hanno dato buona prova della loro vitalità generatrice. La lezione che Paolo Prodi ha pre-parato per noi [ne anticipiamo al-cuni stralci nel testo pubblicato a lato] ci introduce nel modo più consono al nostro proposito di farci appassionatamente interroganti e responsabili del tempo che voglia-mo abitare. Per la serietà della testi-monianza, che vogliamo rendere nuovamente vitale, del Lògosdella speranza che è in noi. Per il legame che vogliamo purificare, ma per nulla affatto recidere, con le genera-zioni che fecero l’impresa».
Marcello Filotei
© Osservatore Romano - 29 novembre 2012
Un pensiero aperto al confronto
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