“οὐχ οὕτως δέ ⸀ἐστιν ἐν ὑμῖν” (Mc. 10,43)
“Fra voi non è (né potrà essere) così”, perché il dono è stato dato e tutto è cambiato, nella sua essenza, tutto è trasfigurato.
“La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità.
Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi.
Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti. Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore. Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo (Pr. 25,22). Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male.” (Rm. 12, 9-21)
Ammassare carboni ardenti è insito nella grazia di stato dei coniugi e significa donare l’amore di Cristo che brucia l’infedeltà, quotidiana e grossolana.
Perché come Cristo ha cura della propria carne malata, così anche tu in Lui e per Lui e con Lui. Specie dove ti è impossibile e trovi umano disgusto.
Lui farà vendetta, che gli appartiene, rigenerando la carne colma di cancrena.
Questo tanto più nelle fratture coniugali dove il frutto dell’amore paga il prezzo più alto. Ed ogni legittima separazione o richiesta di giustizia sia fatta per edificare nella fedeltà che si è ricevuta. Perché cautela e protezione, in alcune situazioni, è memento del dono che si è ricevuto.
“Fra voi però non è così”, non è tratto distintivo vanesio, non è superomismo ma resa (resa) davanti alla Grazia seminata del coniugio di cui i figli sono dono di grazia.
I figli non sono un’appendice, una “cosa” di cui disporre dopo la coniugalità ma vi sono immersi ed esigono fedeltà.
Solo gli immaturi, ben più che infantili, considerano i figli una cosa a sé dal coniugio.
E dove la fedeltà viene a mancare da una parte, l’altra sovrabbondi in Dio che, sempre, sempre è fedele e genera il miracolo di un cuore saldo nell’Amore.
È Dio infatti che genera coniugio, fedeltà, maternità e paternità, ben oltre l’umana misura. Genera, crea e ri-crea e significa, lo ricorda nel volare dogmatico dentro la parenesi l’apostolo: “questo mistero è grande, lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa” (Ef. 5,32).
PiEffe