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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

San Michele e satana"Taci! Esci da lui!" (Mc. 1,25)

"Facciamo come Gesù: condividiamo, portiamo i pesi gli uni degli altri invece di chiacchierare e distruggere, guardiamoci con compassione, aiutiamoci a vicenda. Chiediamoci: io sono una persona che divide o condivide? Pensiamo un po’: io sono discepolo dell’amore di Gesù o un discepolo del chiacchiericcio, che divide? Il chiacchiericcio è un’arma letale: uccide, uccide l’amore, uccide la società, uccide la fratellanza. Chiediamoci: io sono una persona che divide o una persona che condivide?"
(Angelus 8 gennaio 2023)



Associare il chiacchiericcio a questioni contingenti è operazione mondana che nulla ha a che vedere con ciò che lo Spirito (per Pietro) dice alla Chiesa.
Perché, sia chiaro, occorre anche zittire il chiacchiericcio interiore, anzitutto, che tutto deforma ab initio.

Grazie a Cristo e alla sua autorità, infusa in noi nel battesimo, abbiamo la capacità di zittire satana.
Dunque non una nostra "forza" ma un dono che viene dall'autorità di Cristo Signore.

Zittire satana è fondamentale nella vita quotidiana come nelle grandi scelte dove il lavoro principale del nemico dell'uomo non è tanto quello di creare "il male" quanto quello di creare confusione chiamando male il bene e bene il male (Is. 5,20).

Infatti prima della capacità di "zittire" satana bisogna chiedere a Dio la capacità di discernere secondo Scienza, Intelletto e Sapienza ciò che è vero da ciò che è falso, ciò che è buono da ciò che non lo è, ciò che è amore da ciò che è narcisismo ed egoismo.
Nel quotidiano.

Non sempre il discernimento è immediato e facile. La velocità del discernimento spesso dipende da quanto la nostra anima si è purificata nel crogiolo della sequela e dell'obbedienza a Cristo e alla Chiesa.
Perché anche qui vi è un Habitus che non dipende dalla quantità di nozioni ma da quanto ci si è resi all'Amore ed immersi in Esso.

Chi "ama" e obbedisce poco, vede poco e si impantana nella stoltezza, nella piccineria, nell'insapore.
I battitori liberi hanno questa caratteristica e, purtroppo, alcuni, sono assai furbi a circondarsi in un contesto di obbedienza per non obbedire mai, realmente, allo Spirito.
Costoro, come Giuda, dentro il contesto comunitario, con l'affettata obbedienza in realtà sono dei perenni fuggitivi e accidiosi che mai, mai, mai ascoltano la voce dello Spirito.
Anzi fanno di tutto per fuggirla. Tale e quale a chi, grossolanamente, ascolta e si misura solo su di sé; magari confermato dalle isterie piacionesche dei social.

Dio ci liberi da questo effetto larsen del narcisismo che ingolfa il sé e lo snatura mortalmente.

Come insegnano i santi, infatti, il demonio non sa né essere umile, né sorridere.
Non sa obbedire, né lodare.
È invece maestro nel relativismo morale, nella confusione degli animi, nel generare sensi di colpa e terrore.
Ma soprattutto ama le catene.

Non è capace di amore, il nemico, ma compie ciò che gli riesce meglio: l'incatenare.

Odia l'uomo e cerca di danneggiarlo quanto più possibile nella mente e nel corpo.
Soprattutto desidera inquinargli il cuore, la capacità di amare e di discernere.
La capacità di vedere la Verità e di perseguirla.
satana è un cieco che brama nel creare altri ciechi.

Egli non ha senso di appartenenza perché l'ha spezzata con la superbia, principio di ogni ladrocinio e divisione.

Ora, Cristo, invece, è la luce del mondo.
In Lui e per Lui ogni discernimento e ogni chiarezza; ogni bellezza e ogni forza.
In Lui le piccole e grandi scelte acquistano "sapore" e luminosità e, nella fatica della fede, portano a compimento la gioia e la pace del cuore.
Quella che niente e nessuno può togliere, perché solo sazia.

satana è nemico della pace del cuore e della fatica della fede essendo egli il fondatore vero e l'animatore di ogni ideologia e di ogni spiritualismo eretico travestito da sana dottrina.
Non si presenta nelle tentazioni con le corna ma con il "vello" della seduzione toccando e lavorando sui nostri bisogni fondamentali fisici, psicologici ed affettivi.
Il suo scopo però non è quello di trasfigurare l'uomo alla statura di Cristo ma quello di abbrutirlo.

Questo capolavoro gli riesce non tanto con peccati ed errori e scelte grossolane ma con scelte che hanno la parvenza di spirituale e di bontà ma che invece sono cariche di miseria e dove il discernimento morale appare compromesso.
Lì abita la superbia e si forgia il suo habitus mortale.

Gesù, invece, si tuffa nella nostra miseria ma per sollevarci, per trasfigurarci, per fare chiarezza e luce nel nostro cuore ed abilitarci a deporre finalmente una condotta fatta di scelte erronee e malvage che feriscono noi e i fratelli.

Cristo, Luce del mondo chiarifica il cuore dell'uomo all'uomo e lo scalda rendendolo, finalmente, capace di gioia e di amore.
Questo satana non lo può fare neppure se lo volesse.
Ecco perché unita alla capacità di discernimento - sostenuta dal magistero della Chiesa e del Santo Padre, ordinario e straordinario - dobbiamo chiedere la capacità di zittire satana.

In questo, dopo la beatissima Vergine e Madre Maria, è stato maestro l'angelo e il custode del Redentore, san Giuseppe.
L'uomo del silenzio. L'angelo di Gesù.
Colui che sulla terra ha fatto risuonare la voce dell'Arcangelo Michele, tacendo.
L'unica voce che merita di risuonare in lungo e in largo nella cattedrale del nostro cuore è la Parola di Cristo, che ogni cosa riempie e rinnova e ogni cosa fa bella nella potenza dello Spirito Santo.

Fidarsi di Dio, come abbiamo promesso nel battesimo, significa dire no! al peccato e a satana e dire sì alla gioia e alla luce, alla bellezza e alla carità di Cristo.
Discernere, dunque è proprietà donata da Dio uno e Trino che ci rende figli
e i figli zittiscono volentieri i fomiti di colui che ha spezzato ogni appartenenza nel miasmo del suo fango egotico.

Vieni oh Cristo, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
questo è il tempo che ordinariamente, e tacendo,
a te ri-doniamo. Con stupore.

PiEffe