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Spiritualità
 resurrezione-3.jpg  "Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio,
ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente,
santo e gradito a Dio;  questo il vostro culto spirituale" (Rm. 12,1)

La lettera alla comunità cristiana di Roma si pone come un capolavoro della teologia Paolina e come frutto di tutto il cammino di questo apostolo straordinario, come uomo, come uomo di Dio.

Riprenderemo in seguito questa stupenda lettera, soprattutto al capitolo 8, dove tratta della vita nello Spirito Santo.

Nella concezione manichea, che talvolta ha influenzato la pastorale della Chiesa ma che non fa parte né del Vangelo né della tradizione stessa della Chiesa, c'è sicuramente una visione pessimistica della corporeità. Di seguito anche una visione negativa del mondo e delle cose del mondo. Più volte abbiamo trattato in questo sito di come niente sia più lontano dal Vangelo di Gesù e dalla tradizione della Chiesa della visione manichea. Ma gli equivoci continuano, a volte dovuti ad una inefficace pastorale di noi tutti, altre volte, dall'ignoranza profonda che inquina gli avversari di sempre di Gesù, come oggi obnubila, quelli della Chiesa.

La corporeità è così importante per Dio che Egli ha donato Suo Figlio al mondo proprio in questa modalità naturale, attraverso il seno di una Donna, Maria.

Inoltre la "carne" nella bibbia non è espressione della sola corporeità ma di tutto ciò che l'uomo è in quanto esistente nel mondano... quindi corporeità, intelligenza, vita psichica, agire quotidiano, ecc.

Misconoscere questa verità vuol dire bestemmiare l'atto d'amore più straordinario che Dio ha fatto donandoci Gesù.

E' proprio nell'incarnazione e nel Suo mistero che si innesta la potenza e la novità della Resurrezione.

Infatti come il Regno di Dio è già e non ancora.. così la Resurrezione è già e non ancora.  Infatti, attendere un metabolismo nuovo senza una azione previa, storica e mondana, vuol dire non comprendere né la vita nello Spirito né la fiducia accordataci da Dio nel suo Figlio; infine vuol dire non comprendere che in qualche maniera, misteriosa e nascosta, il Paradiso è già adesso.

Il cristianesimo, come detto più volte, non è sostanzialmente un insieme di norme e di cose da fare o altre da omettere. Il Cristianesimo non è una religione, non è un sistema morale... piuttosto è la vita di Gesù Risorto dentro di te con il battesimo che attende di farsi storia con la tua libera collaborazione e docilità alla Spirito. L'obbedienza allo Spirito e alla Sua Chiesa non è cameratismo; Dio ce ne guardi bene!! Citando il filosofo Rocco Ronchi:

L'obbedienza non è conformismo. Il conformista non
obbedisce affatto. Si aggrega. Si lascia trasportare dal
movimento a ondate dalla massa e nella massa cerca
protezione. Il conformista non vuole essere visto. Come
gli animali più stupidi crede che questa
impercettibilità sia il pegno della sua sopravvivenza.
La massa gode infatti di un simulacro di vita eterna.

 

Proprio per questo non vi è persona più realista e responsabile di chi vive nello Spirito. L'aderenza alla realtà, al quotidiano di sé e della storia, la responsabilità delle proprie scelte è dunque cammino non solo profondamente umano ma anche spirituale. Ecco perché i santi per obbedienza e non per conformismo sono morti nella Chiesa pur, talvolta vivendo le contraddizioni storiche (non dottrinali) che essa ha vissuto. Perché anch'essi si sentivano chiesa, bisognosi di perdono e di misericordia, perché anch'essi riconoscevano la natura divina della sposa di Cristo, al di là delle sue macchie e delle sue brutture.

Perché hanno scelto, infine di tacere, e di far parlare lo Spirito e dare spazio a Dio.

 

Tuttavia nessuno riesce a fare questo se prima nella sua vita non zittisce, con consapevolezza e coscienza, quelle voci dissonanti che ciascuno porta dentro di sé, frutto del peccato. E' infatti lo Spirito del Risorto che "convince" al peccato e cioè che ci rende responsabili, nei nostri limiti, e pienamente e serenamente coscienti della nostra povertà.


Dove non c'è il senso del peccato (che è infinitamente distante dal senso di colpa) non ci può essere redenzione né Resurrezione. La coscienza obnubilata, superficiale, dissipata nelle mille distrazioni del quotidiano non vuole e nemmeno può riconoscere il suo bisogno di guarigione... e Gesù non è venuto per i sani ma per noi malati, bisognosi di prendere il "suo Giogo", la Sua Presenza ed il Suo perdono.

Per evitare giudizi inquisitori (che già ci portiamo dentro abbondantemente) Egli si è fatto piccolo e poi "peccato" perché noi non ci sentissimo giudicati ma amati. Cristo sofferente e Risorto è infatti la "compassione infinita" di Dio per noi. Ma spesso noi siamo incapaci non solo di amare ma anche di essere gratuitamente e radicalmente amati.

Davanti alla parola gratis diciamo: "dov'è la fregatura?". Nasciamo nel sospetto e siamo figli del sospetto pur avendo un bisogno radicale ed ontologico di gratuità. Ed il sospetto, questa pianta maligna dell'ignoranza, guida spesso il nostro quotidiano, il nostro agire, le nostre scelte piccole e grandi, le nostre lotte piccole e sociali, le nostre fughe e persino i nostri cammini spirituali.


Riconoscere satana e zittirlo è relativamente semplice... molto più difficile e zittire se stessi perché emerga il vero di sé che è la vita nuova nello Spirito; e questo è il lavoro di una vita, con tutti i mezzi che la chiesa e talvolta la scienza mettono a disposizione della persona. Più facile decisamente è "rimuovere" da sé le dissonanze come non fossero cosa propria e cadere in un cristianesimo manicheo che cristianesimo non è ma una caricatura del vangelo... più difficile anche se giusto è integrare ed orientare nello Spirito tutta la nostra persona con l'obbedienza della fede nella Chiesa.

Più facile è proiettare nel fratello le meschinità che nascondiamo a noi stessi.... più difficile è avere misericordia e discernimento, versò sé e verso il volto che Dio mi mette accanto.


Ci stupiamo della Guerra ma viviamo da ipocriti se disconosciamo che spesso uccidiamo nel nome di Dio... certo non del Dio di Gesù Cristo ma di quel Dio ad immagine e somiglianza che ci siamo inventati e che fa da garante alla nostra inerzia spirituale ed esistenziale. Che questo si chiami new age, denaro, potere, affettività malata, occultismo, spiritismo, divinazione, bigottismo, politica, sport, opportunismo, ecc... mantiene sempre la stessa promessa che fa un simulacro e cioè il vuoto ed il nulla.


Vivere da Risorti vuol dire dirsi la verità, guardarla negli occhi con la potenza dello Spirito e smetterne di averne paura. Vuol dire guardare con realtà la storia... altro che reincarnazione.

La reincarnazione, tanto accarezzata dalle nuove correnti spirituali e purtroppo da alcuni che si dicono Cristiani,  infatti bestemmia non solo l'incarnazione (e tutto l'amore che Dio da sempre vi riversa) ma la potenza di resurrezione di Cristo per te. La re-incarnazione è il gioco sottile che ha satana di legarti alla irresponsabilità storica con una antropologia fallace ed una teologia ridicola... un patetico sforzo dell'uomo per piegare il tempo e cercare la verità del bene e del male.

La resurrezione della carne inizia da adesso con questa gioiosa e stimolante consapevolezza:

Dio mi stima a tal punto non per quello che faccio ma per ciò che realmente sono.

Ed Egli da la vita per me

perché anch'io abbia la vita per mezzo di Lui.

E' infatti il Suo sguardo di Padre Amoroso e non di tiranno che mi restituisce

la verità di me stesso proprio dove io tendo a fuggire.


Bellissima quella preghiera di S. Francesco, l'Absorbeat:

Rapisca ti prego, Signore, l'ardente e dolce forza del Tuo Amore,

l'anima mia da tutte le cose che sono sotto il Cielo perché io muoia per amore dell'Amore Tuo,
come tu ti sei degnato di morire per amore dell'Amore mio.

Dove per anima intendi, la carne, la persona, tutto il tuo essere... Francesco non era certo manicheo.


Che bello e disarmante un Dio che ti ama e muore per te perché tu possa essere amante come Lui. Qui si innesta l'offrirsi come sacrificio spirituale, santo e gradito a Dio.


Bello comprenderlo con la mente, con il cuore, con la carne e la propria storia,

e ancor più straordinario,

vederlo,

sin da ora,

con i propri occhi.

E questo non è privilegio per qualcuno, né per tutti ma, grazie a Gesù Risorto, per ciascuno!!


NB: per approfondimenti vedi anche Resurrezione & Rinuncia.