Alle ore 12 di oggi, Domenica di Pentecoste, il Santo Padre Leone XIV si è affacciato alla finestra dello studio, nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare il Regina Cæli con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Pubblichiamo di seguito le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
In questa Solennità della Pentecoste siamo chiamati a contemplare il dono dello Spirito Santo, effuso in abbondanza sulla Chiesa nascente e, oggi, nuovamente donato ai suoi membri, come luce e forza che li accompagna in ogni situazione della vita.
Possiamo soffermarci su un’immagine dello Spirito che ci viene consegnata dalla liturgia di oggi: lo Spirito apre le porte. Il Vangelo infatti ci dice che «erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei» (Gv 20,19) e, al tempo stesso, il Libro degli Atti degli Apostoli ci racconta che lo Spirito arrivò come un vento impetuoso (cfr At 2,2), che aprì quelle porte, spinse i discepoli ad uscire e ad annunciare la Buona Notizia di Cristo risorto.
Possiamo chiederci anche oggi: quali porte apre lo Spirito Santo?
La prima porta è quella di Dio stesso, nel senso che ci apre l’accesso al mistero di Dio, così come si è rivelato in Gesù Cristo. Con il dono del suo Spirito, Dio ci dona la vera fede, ci fa comprendere il senso delle Scritture, si fa conoscere come vicino e ci permette di partecipare alla sua stessa vita. Lo Spirito Santo ci aiuta a fare un’esperienza personale di Dio, a incontrarlo in Gesù e non solo nell’osservanza di una legge, a riconoscerlo in noi e a scoprire i segni della sua presenza nella vita quotidiana.
La seconda porta è quella del cenacolo, cioè della Chiesa. Senza il fuoco dello Spirito, la Chiesa rimane prigioniera della paura, timorosa davanti alle sfide del mondo, chiusa in sé stessa e quindi anche incapace di entrare in dialogo con i tempi che cambiano. Lo Spirito apre le porte della Chiesa perché sia accogliente e ospitale verso tutti, anche verso chi ha chiuso le porte a Dio, agli altri, alla speranza, alla gioia di vivere. Come ricordava Papa Francesco, siamo chiamati ad essere «una Chiesa che benedice e incoraggia […] una Chiesa dalle porte aperte a tutti» (Omelia nella Messa di apertura dell’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, 4 ottobre 2023).
Infine, lo Spirito Santo apre le porte dei nostri cuori, aiutandoci a vincere le resistenze, gli egoismi, le diffidenze e i pregiudizi, e rendendoci capaci di vivere come figli di Dio e fratelli tra noi. Dove c’è lo Spirito del Signore nasce la fraternità tra le persone, i gruppi, i popoli della Terra, e tutti parlano l’unica lingua dell’amore, che unisce e armonizza le diversità.
Fratelli e sorelle, anche ai nostri giorni, specialmente in questo giorno di Pentecoste, dobbiamo invocare lo Spirito Santo, perché apra tutte le porte che ancora rimangono chiuse. Abbiamo bisogno di riscoprire Dio come Padre che ci ama, di edificare una Chiesa dove tutti si sentano a casa e di far crescere un mondo fraterno, in cui regni la pace fra tutti i popoli.
Come i primi discepoli, confidiamo nell’intercessione della Vergine Maria, Dimora dello Spirito Santo e Madre della Chiesa.
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Dopo il Regina Caeli
Cari fratelli e sorelle,
ricorre oggi la Giornata di Preghiera per la Chiesa in Cina, nella memoria liturgica della Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani, venerata con grandissima devozione nel santuario di Sheshan, a Shanghai. Uniamo la nostra preghiera a quella dei Cattolici cinesi, come segno del nostro affetto per loro e della loro comunione con la Chiesa universale e con il Successore di Pietro. L’intercessione della Regina del Cielo ottenga alla comunità credente in Cina la grazia dell’unità e doni a tutti la forza di testimoniare il Vangelo nelle fatiche quotidiane, per essere seme di speranza e di pace. In particolare, invoco la pace eterna per le vittime dell’incidente avvenuto nei giorni scorsi in una miniera nel nord della Cina.
A Maria Santissima, Aiuto dei Cristiani, affidiamo anche le comunità cristiane della Terra Santa, del Libano e di tutto il Medio Oriente, che soffrono a causa della guerra.
Ed ora rivolgo il mio saluto a tutti voi, fedeli di Roma e pellegrini di diversi Paesi!
In particolare, saluto il gruppo di persone con disabilità provenienti dalla Polonia; come pure i pellegrini venuti in bicicletta da Kelmis, in Belgio, complimenti!
A tutti auguro una buona domenica di Pentecoste.
© Bollettino Santa Sede - 24 maggio 2026