Pubblichiamo un significativo articolo tratto da Corrispondenza Romana CR n.1118, alleghiamo inoltre il testo di 'E' Vita' di Avvenire.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un progressivo ed inesorabile allontanamento da una posizione radicale in difesa della vita umana innocente verso una posizione sempre più sfumata e sempre meno ortodossa, soprattutto in seno ai movimenti pro-life italiani e a gran parte del mondo cattolico. Mantenere un atteggiamento fermo e deciso avrebbe significato infatti “perdere contatto” con il mondo e rinunciare alla seduzione del compromesso e del dialogo.
I "successi" ottenuti dalla cultura antivita dominante sono in parte da attribuire alla scarsa ed inconsistente opposizione dei "buoni" che, colludendo col nemico sui punti essenziali, hanno finito per spianargli la strada. Il recente via libera dell'Aifa all'introduzione nel mercato italiano della pillola abortiva Ru486 ha reso ancor più evidente e manifesta tale perversa tendenza.
Già da tempo l'"Avvenire", il quotidiano dei vescovi italiani, ha dato prova di equilibrismo concettuale e dottrinale sul tema dell'aborto volontario, assumendo spesso posizioni ambigue e fin troppo concilianti. Sull'inserto di "Avvenire" intitolato E' vita del 12 novembre è uscito uno sconcertante articolo dal titolo Sulla Ru486 ora l'Aifa risponda, in cui vengono poste all'Agenzia italiana del farmaco una serie di domande in merito all'attuazione del provvedimento che autorizza la distribuzione della Ru486. Le otto domande costituiscono forse il manifesto più evidente della deriva morale ed intellettuale in atto: in esse non c'è alcun riferimento al bambino, la vera vittima dell'aborto chimico, che non viene mai nemmeno nominato!
Tutti gli interrogativi ruotano intorno alla salvaguardia dell'integrità fisica della donna ed al rispetto di quella legge che da oltre trent'anni legittima l'uccisione volontaria di esseri umani innocenti ed indifesi. L'abominevole delitto descritto dal Catechismo diventa tale solamente quando la donna ne subisce le conseguenze fisiche o morali.
Il tentativo di occultamento del male operato dalle lobby abortiste ha probabilmente raggiunto l'obbiettivo fissato: della vittima non v'è più alcuna traccia.
Allegato di Avvenire:
Sulla Ru486 ora l'Aifa risponda
E' attesa per la settimana prossima la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delladetermina dell'Agenzia italiana del farmaco ( Aifa) sulla Ru486, l'atto che sanciril via libera dell'aborto chimico negli ospedali italiani. Sul tavolo, per, rimangono non poche questioni aperte. Sulle quali l'Aifa deve fare chiarezza.
1. La legge 194 prevede che la procedura abortiva avvenga in ospedale. Per l'aborto chimico, tuttavia, l'espulsione del feto avviene almeno due giorni dopo l'assunzione della pillola. Come verrcontrollato che sia avvenuta?confermato che si verifichercon un'ecografia?
2. In base alla 194 e a due pareri del Consiglio superiore di sanit(che prevedono il trattenimento
Alla vigilia del via libera con la pubblicazione delladeterminain Gazzetta Ufficiale mancano ancora molti chiarimenti su punti decisivi
della donna fino ad aborto avvenuto) emerge l'incompatibilitdell'aborto chimico con il day hospital. Sardunque imposto il regime di ricoveroordinarioper le donne che ricorreranno alla Ru486?
3. La 194 va applicata a livello nazionale. Saranno esclusi regimi diversi di ricovero a seconda delle regioni?
4. Con la Ru486prevista una profilassi con antibiotici. Saranno i medici a stabilire se e in che quantitla paziente dovrassumerli?
5. Se la paziente firma il modulo di dimissioni volontarie subito dopo l'assunzione della prima pillola (il mifegyne) che tipo di assistenza le verrfornita? Come monitorare gli eventuali eventi avversi (il cosiddetto follow up )?
6. Nel modulo di consenso informato che le donne dovranno firmare per assumere la Ru486 sarindicato il tasso di mortalitdell'aborto chimico, chedi 10 volte superiore a quello chirurgico? E che sulle minorenni, per esempio, il farmaco nonmai stato sperimentato?
7. Dopo l'assunzione della Ru486 (il myfegine) il protocollo dell'aborto chimico prevede una seconda pillola, il misoprostol, che induce l'espulsione del feto. Nel nostro Paese il farmaco, noto come Cytotec,percommercializzato come antiulcera. Come sarrisolto il problema del suo impiego off label?
8. Il via libera alla Ru486 apre la porta all'aborto a domicilio (come accade in Francia). Sarribadito (e in che misura) che esso viola la legge 194 e la tutela della donna? (V)
© Comitato Verità e Vita - 27 novembre2009
ABORTO: sulla Ru486 ora i neo pro-life rispondano
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