Accuse “maliziose” e “sconsiderate”. Per la Corte Superiore del Québec sono tali quelle mosse contro il cardinale Marc Ouellet da Paméla Groleau. La donna, assistente pastorale tirocinante presso l'arcidiocesi di Québec, aveva denunciato quattro episodi in cui sarebbe stata vittima del porporato tra il 2008 e il 2010. Lo aveva fatto partecipando ad una class action relativa agli abusi commessi dal clero nel Québec. Nella causa sollevata contro la sua accusatrice, Ouellet si è definito vittima di «infamia» e «diffamazione» avendo visto il suo nome accostato a quello delle azioni criminali commesse ai danni di vittime all'epoca minorenni.Continua su La Nuova Bussola quotidiana