Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Home
Porziuncola veglia«La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.
Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.
Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio» (Lc. 10,2-9)
Quale condottiero agirebbe così con i suoi soldati?
Dà loro consapevolezza di andare "come agnelli tra i lupi" e nel contempo dice loro di non portare nulla.
Ma chi mai agirebbe umanamente così? Non è da folli? Dov'è il senso?
Il soldato di Cristo è armato solo della sua esperienza di gioia di aver incontrato Dio ed aver fatto sua la certezza che "solo Dio basta e salva".
Ecco perché il soldato di cristo è nudo, povero e disarmato.
E tanto più è povero e minore e tanto più vince.
Le sue armi e la sua forza sono altrove non nelle capacità dell'uomo ma nell'abbraccio di Dio che Egli inevitabilmente riverbera con passione e rispetto.
Proprio così e solo così il soldato di Dio combatte e guarisce.
Lascia a Dio il potere. Si fa plasmare dalla provvidenza.
Si piega alla paternità di Dio.
Conta su Dio e non sulle sue forze e sulle sue capacità.
Ed è così che nel terzo momento fondamentale della sua vita, alla Porziuncola, Francesco ascolta, nella Santa Messa, il Vangelo di Luca al capitolo 10 e poi, chiedendo spiegazione al sacerdote, trova il senso di sé e di ogni cosa.
Ed esulta, grandemente. Gioisce ed esulta.
Aveva capito il cuore della sua vocazione e del vangelo.
Contare su Dio solo, Signore e Padre.
Questo tipo di soldati e di guaritori sono innanzitutto dono di Dio. Vanno chiesti a Lui e vanno ascoltati.
Non hanno sapienza del mondo ma la forza di Dio è con loro.
Non guariscono per far star bene e per stare in salute ma per essere di Dio, per essere trasfigurati e compiuti alla luce e nel calore di Cristo.
Non portano ricchezze ma il bene inestimabile della Parola.
Non dispensano benessere ma rendono saldo il cuore contro la paura.
Non danno privilegi ma rendono le catene anelli e segno per amare di più.
Non portano sé stessi ma soprattutto colui che è morto e risorto.
Sono espropriati e considerano ogni appropriazione un abuso.
Non sconfiggono la morte e il dolore ma portano la speranza certa della vicinanza del Regno di Dio, cioè il volto bello e sorgivo del Padre. Come Gesù, nello Spirito Santo.

PiEffe