Venite dietro a me, dice il Signore,vi farò pescatori di uomini.
(Ant. all'acclamazione al Vangelo della V domenica del tempo ordinario)
C'è un ordine sostanziale contemplatvo ed operativo per essere discepoli di Gesù e non del proprio ombelico.
Qui si fonda il sensus fidei come senso soprannaturale.
Questo "istinto soprannaturale", ha un legame intrinseco con il dono della fede ricevuto nella comunione ecclesiale e permette ai cristiani di essere tali, cioè di Cristo.
La duplice ed indivisibile polarità del sensus fidei, quella ecclesiale (glorificata, purgante e militante, intimamente connessa) e quella individuale, dona la misura teologica di tale "istinto" che è appunto spirituale ed attinge costantemente allo Spirito Santo.
Ciò non toglie che tale senso soprannaturale possa essere deformato o meglio diseducato e "coperto" da coltre di ciò che soprannaturale non è affatto e pertanto chi chiamasse tale istinto coperto, strutturato, addomesticato dalla carnalità e dalla coltre delle deformazioni dei vizi e delle passioni e da scelte vocazionali, profondamente erronee e confuse, come "sensus fidei" non solo compirebbe una grave deformazione esistenziale e vocazionale ma un gravissimo errore teologico. Che avvelena sé stessi e i fratelli tutti.
E di tali "maestri avvelenatori" ve ne sono in ogni epoca storica.
E di tali "maestri avvelenatori" ve ne sono in ogni epoca storica.
E tali "maestri avvelenatori" deformati e deformanti, veri anticristi, sono sempre all'opera per collocare il proprio sé mendicando acclamazione ed approvazione e, purtroppo, talvolta, senza che alcuno li aiuti e li riprenda nella correzione fraterna. Correzione ineludibile in tutte le sue modalità ed accezioni alla fantasia della Carità.
PiEffe
IL SENSUS FIDEI NELLA VITA DELLA CHIESA
PiEffe
IL SENSUS FIDEI NELLA VITA DELLA CHIESA