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cristo-viteUna relazione molto coerente con la prospettiva indicata da Papa Francesco. Un testo che porta a «guardare con realismo alla famiglia e a vederne con profondità l’inserimento nel piano di Dio». Nella convinzione che «tutto quello che è bello della famiglia è annunciato anche dal Vangelo, per il bene delle persone e dell’umanità».
Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha spiegato così il senso della lunga e articolata relazione che il cardinale Walter Kasper ha tenuto questa mattina, giovedì 20 febbraio, nell’Aula del Sinodo in Vaticano, alla giornata inaugurale del concistoro straordinario convocato da Papa Francesco. La relazione, nella sua corposa stesura — la lettura si è protratta per circa due ore — resterà a uso esclusivo dei cardinali. È stata infatti richiesta da loro allo scopo di avere una base sulla quale orientare la riflessione e la discussione. Padre Lombardi ne ha offerto un’ampia sintesi ai giornalisti nel corso del briefing svoltosi a fine mattinata, nella Sala Stampa della Santa Sede.
Si tratta chiaramente di una riflessione orientata alla riscoperta del vangelo della famiglia. Il primo punto del testo tratta della famiglia nell’ordine del creato, proponendone una visione nella prospettiva biblica della Genesi e del piano di Dio.
Il secondo punto si riferisce invece alle strutture del peccato nella vita della famiglia. Vengono cioè affrontati i problemi, le tensioni, le alienazioni che pongono oggi sfide innumerevoli all’istituto familiare nella società contemporanea: dalle difficoltà del rapporto tra l’uomo e la donna, tra corpo e spirito, tra l’uomo e la natura, alle liti e alle tensioni che si sviluppano in famiglia, fino alle sofferenze e alle difficoltà delle donne e delle madri. Il terzo punto riguarda la famiglia nell’ordine cristiano della redenzione. «E qui il cardinale Kasper, da par suo — ha notato Lombardi — riprende le parole del Vangelo e del nuovo Testamento relative alla famiglia, le parole di Gesù e le parole della Lettera agli Efesini, insieme ad altri riferimenti neotestamentari, parlando del matrimonio come sacramento, come strumento della guarigione e anche come strumento della grazia santificante».
Di questo punto il gesuita ha sottolineato in particolare «un passo molto bello, sulla legge della gradualità, sul continuare a crescere in modo sempre nuovo e più profondo nel mistero di Cristo». Questa legge della gradualità è presentata come un elemento importantissimo per la vita e per la pastorale matrimoniale e familiare: «Non significa gradualità della legge — ha puntualizzato padre Lombardi — ma gradualità, cioè crescita nella comprensione e nella realizzazione della legge e del Vangelo, che è una legge di libertà. I fedeli in situazioni spesso divenute difficili hanno bisogno di tempo e di accompagnatori pazienti sul loro cammino». Ed è forse proprio in questo che si ritrova lo spirito di Papa Francesco, il modo in cui parla della necessità di una Chiesa che accompagni. Anzi il cardinale Kasper, come ha spiegato il direttore della Sala Stampa, «ha anche fatto qualche riferimento all’uso delle parole “permesso, grazie e scusa” nella vita quotidiana in cammino secondo lo spirito del Vangelo». Parole, com’è noto, più volte indicate dal Pontefice come indispensabili nella vita di coppia.
Una parte molto importante della relazione riguarda la famiglia come Chiesa domestica.
«Nel proporre una visione pastorale della famiglia oggi e della sua collocazione nella vita della Chiesa — ha notato Lombardi — Kasper insiste molto su questo tema». Una visione della Chiesa domestica considerata «con una certa ampiezza: non solo la famiglia nucleare ma anche la famiglia che si allarga, che è ospitale, che è luogo d’incontro, di spiritualità familiare, di gruppi di preghiera». Il testo evoca «anche le piccole comunità, le comunità di base. Attorno all’idea della Chiesa domestica, punto centrale di vitalità e di esperienza della Chiesa, si sviluppa dunque il tema del ruolo della famiglia, del posto nella vita della Chiesa e nella nuova evangelizzazione». È qui che la relazione del porporato introduce la questione dei divorziati risposati. Un problema affrontato «con ampiezza — ha sottolineato padre Lombardi — in modo differenziato, ribadendo che si tratta di tenere insieme il binomio inscindibile della fedeltà alla parola di Gesù e della misericordia, della comprensione della misericordia di Dio nella vita delle persone». Spazio, nell’intervento del cardinale, anche alle tematiche che riguardano la validità del matrimonio. C’è un’ampia citazione del discorso di Papa Francesco del 24 gennaio scorso agli officiali del tribunale della Rota romana, soprattutto della parte in cui sottolinea che la dimensione giuridica e quella pastorale non sono in contrapposizione.
E ci sono anche molti riferimenti ai contributi che Joseph Ratzinger ha dato — sia da cardinale che da Pontefice — per affrontare queste tematiche.
In particolare la relazione, ha spiegato ancora Lombardi, si sofferma sul fatto che «al di là del rigorismo e del lassismo» è necessario «riflettere se la via del sacramento della penitenza sia un cammino con cui cercare soluzioni alle situazioni difficili. E soprattutto per i divorziati risposati». Lombardi ha poi riferito che, indicando la figura di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, il cardinale Kasper ha invitato a guardare alla sua saggezza e sapienza pastorale, e soprattutto alla sua discretio: «“Mi auguro — ha detto Lombardi citando letteralmente il relatore — che sulla via di questa discrezione nel corso del processo sinodale riusciremo a trovare una risposta comune per testimoniare in modo credibile la parola di Dio nelle situazioni umane difficili”». Un «messaggio di fedeltà ma anche di misericordia», ha commentato il gesuita, che bisogna «riuscire a coniugare in modo credibile».
Un’ultima osservazione importante riguarda il rapporto con il cammino del Sinodo dei vescovi: concistoro e sinodo. «Kasper — ha specificato il direttore della Sala Stampa — dice che il suo intervento non pretende di affrontare tutte le questioni né pretende di anticipare i risultati del Sinodo, vale a dire del cammino comune dell’intera Chiesa, il cammino dell’attento ascolto reciproco e dello scambio della preghiera. Vuole piuttosto essere una sorta diouverture che conduce verso il tema, nella speranza che alla fine ci venga donata una sinfonia, cioè un insieme armonico di tutte le voci nella Chiesa, anche di quelle magari dissonanti. È un contributo che viene dato, con questa relazione, a una riflessione dei cardinali che si colloca nel cammino più ampio dell’intera Chiesa, che va anche verso i prossimi sinodi per cercare risposte armoniche e credibili alla tematica della pastorale della famiglia nel mondo di oggi». Significativa la conclusione della relazione letta integralmente da Lombardi: «Dobbiamo prendere un punto di partenza positivo e riscoprire e annunciare il Vangelo della famiglia in tutta la sua bellezza.
La verità convince tramite la sua bellezza.
Dobbiamo contribuire con le parole e i fatti a far sì che le persone trovino la felicità nella famiglia, e in tal modo possano dare alle altre famiglie la testimonianza di questa loro gioia. Dobbiamo intendere nuovamente la famiglia come Chiesa domestica, renderla la via privilegiata della nuova evangelizzazione e del rinnovamento della Chiesa, una Chiesa che è un cammino presso la gente e con la gente. In famiglia le persone sono a casa o perlomeno cercano una casa nella famiglia. Nelle famiglie la Chiesa incontra la realtà della vita, per questo le famiglie sono banco di prova della pastorale e urgenza della nuova evangelizzazione. La famiglia è il futuro e anche per la Chiesa è la via del futuro».

© Osservatore Romano - 21 febbraio 2014