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 Le donne hanno avuto un ruolo nella promozione del consumismo che le rende simili a oggetti, e questo è il risultato del peccato originale, afferma Helen Alvare.

La Alvare, docente di Diritto alla Catholic University of America di Washington, D.C. ed ex portavoce per le attività pro-vita della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, lo ha osservato questo venerdì durante il Congresso vaticano sul tema "Donna e uomo, l'humanum nella sua interezza", in svolgimento a Roma fino a questo sabato.

Considerando l'ambiente attuale, caratterizzato da un forte consumismo, "era quasi inevitabile che gli esseri umani diventassero il prodotto 'estremo'", ha affermato. "La bellezza fisica delle donne e la complementarietà sessuale con gli uomini le rendono particolarmente desiderabili nel contesto di un'economia commerciale".

"Si pensa infatti che l'industria della pornografia valga ogni anno 60 miliardi di dollari. Si stima inoltre che la pornografia attiri il 40% di tutti gli utenti Internet negli Stati Uniti almeno una volta al mese e il 70% degli internauti uomini tra i 18 e i 34 anni", ha aggiunto la Alvare.

Oltre a questo, osserva, "un aspetto particolarmente allarmante della situazione attuale è il grado in cui le donne, individualmente e attraverso gruppi organizzati, hanno abbracciato la loro mercificazione". Continua su ZENIT