Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Home

cristoallacolonna mini"troppo perde'l'tempo chi ben non t'ama
dolce amor Jesù, sovr'ogn'amore"


La differenza tra religiosità e fede è espressa chiaramente in questi giorni che ci apprestiamo a vivere.

La religiosità si concentra sulla giustificazione,
l'apparenza,
la festa senza sostanza,
la "carammellosità" della fede e il relativismo culturale, morale e teologico,
i miracoli e le taumaturgie,
il trionfalismo e il fondamentalismo,
celebra l'osanna all'entrata di Cristo nella nostra vita ma è pronto alla fuga con parole ed opere: "io non lo conosco!" (Mt. 26,72)

Magari fosse solo dei "rigidi", perché anche quelli che pensano di essere "chiesa in uscita" portano l'ego del vitello d'oro e si celebrano con continua dissipazione.

La religiosità non entra mai nel mistero Pasquale ma si adopera costantemente di fuggirlo e di adorare e accarezzare le proprie dissipanti abitudini.

La fede, al contrario, per quanto possibile alla creatura e nella individualità di ogni cammino,
segue i passi di Cristo e suda sangue con Lui.
Soffre il tradimento del Giuda che l'avaro opera in sé e che vende per una miseria il Signore dei signori.
Il giovedì santo lava i piedi alla Chiesa con Cristo e con Lui rende grazie nel Mistero Sommo dell'essenza trasformata dal pane e dal vino nel Corpo e Sangue di Cristo.
La Fede porta lì, all'esserci nella Santa Cena.
La Fede ti porta nell'orto degli ulivi e sperimenta il peso del peccato (proprio, innanzitutto e, successivamente, anche quello altrui per appartenenza e non per intimo giudizio)
cercando di farsi "angelo", come San Giuseppe, per aggrapparsi alla Paternità con la paternità della custodia, nella nudità assoluta,
consolando Cristo Gesù, che suda sangue e tremore per ognuno, per te.
La Fede ti immerge nel giudizio degli uomini, nelle percosse, negli sputi, nell'umiliazione, nel dileggio e nell'essere sballottato tra i muri istituzionali che non riconoscono la Verità.
La Fede segue Cristo per la strada irta e in salita del Golgota,
porta la Croce con dignità e si espone al disamore egolatrico degli uomini e delle donne.
E cade, cade, cade.

La Fede condivide con Lui l'amarezza,
il disprezzo e gli sputi,
i chiodi e lo scherno,
l'impotenza inenarrabile di vedere soffrire chi ami,
e l'amarezza della Verità di morire come un eretico fuori le mura di Gerusalemme.
La Fede sperimenta, per quanto possibile, l'abisso dell'inferno della solitudine da Dio e dagli uomini,
muore con Cristo e con lui giace silenzioso il sabato santo, nella desolazione del cuore,
aggrappato alla speranza di Maria, la sempre Ancella.
La Fede si aggrappa a questa Speranza per te e per la Chiesa.

E poi, la Fede, con Lui e per Lui, per sola grazia,
risorge nella pienezza della vita.

Questa è la strada della Fede.. ogni altra scorciatoia porta al muro del nulla e della perdizione;
porta alla bugia su Dio e su sé stessi.
Alla bugia sulla Chiesa.

In silenzio e con gratitudine, senza fuggire in alcun modo,
viviamo per Fede la settimana che tutto giudica nel lume caldo e trasfigurante,

viviamo il dono inestimabile della Settimana Santa.

PiEffe