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La maggioranza delle donne costrette a prostituirsi che riceve un sostegno personalizzato e integrale, lungo un arco di tempo adeguato, riesce a cambiare vita e a riappropriarsi della perduta autonomia. E' l'esperienza raccontata da suor Aurelia Agredano, spagnola, delle Adoratrici Ancelle del Santissimo Sacramento e della Carità, durante un congresso internazionale dedicato alle religiose che si battono contro la tratta degli esseri umani, in corso a Roma fino al 6 giugno. Intervenendo il 4 giugno, suor Aurelia ha illustrato i progetti portati avanti dalla sua congregazione, nata nel 1856 a Madrid per combattere il traffico delle donne finalizzato allo sfruttamente sessuale, e che oggi conta circa 1300 religiose sparse in 22 paesi (in quasi tutta l'America Latina ma anche in Giappone, Cambogia, Vietnam). La fondatrice, santa Maria Michela del Santissimo Sacramento, era una esponente dell'aristocrazia spagnola, molto attiva sin dalla giovinezza nell'apostolato e nelle opere caritatevoli. Una volta visitando i ricoverati dell’ospedale di S. Giovanni di Dio a Madrid, e prestando assistenza alle ragazze affette da malattie veneree, conobbe una giovane ammalata, “la chica del chal”, che era caduta vittima della malavita, convincendola in seguito a far ritorno in famiglia. Continua su ZENIT