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sacra fam 2La prima parte è stata per così dire di ascolto delle molteplicità delle realtà. Questo ha creato non poca confusione. Forse era inevitabile. Forse, più di una volta, si poteva far meglio sul fronte della comunicazione e anche sul fronte della comunicazione delle proprie visioni ed intuizioni. E qui mi riferisco ai pastori. La vanità del “dover” dire qualcosa, se richiesto, dev’essere temperata onde eludere la manipolazione inevitabile che i media fanno per linguaggio e struttura degradata. Anche i migliori e i più vicini.

Questa seconda parte, invece, è tesa a rassicurare. Ma non tanto per evitare eventuali “scismi”, che con troppa leggerezza si evocano.  Dimenticando cosa essi sono per il cuore di Cristo. Ma perché essa ha una chiara priorità. Aiutare la famiglia a ricostruire quel tessuto di buon senso, di logica, di morale naturale su cui a sua volta il Kerygma risplende nella massima pienezza. Proprio oggi l’OR rimette in prima un concetto basilare della vita cristiana. Gesù ha vissuto 30 anni in famiglia a fronte dei suoi tre circa di predicazione. Questi due periodi si illuminano e si sostengono a vicenda. Non possono essere elusi. Divisi. La distinzione aiuta a cogliere il valore di entrambi gli aspetti. (La famiglia agli occhi di Dio )

Se l’annuncio ha la priorità immediata per natura propria, la semina a lungo respiro nella famiglia e nelle famiglie, che vivono l’oggi, tende ad una ricostruzione profonda, meglio ad un "risvegliare" la “natura” che sorregge il Vangelo e la Grazia. Come un vangelo previo. Fatto storia da Giuseppe, Maria e Gesù Signore.
Per cui ecco rientrare i principi non negoziabili e tutti i valori ad essi legati, che coprono ogni aspetto della vita umana, ma in una forma nuova e decisamente più incarnata.
Allontanando l’agitazione da “clava ideologica” ma non la necessaria chiarezza. Pur nel principio della gradualità.

Lo Spirito Santo non delude mai e saprà fornire, con questo evento di grazia del Sinodo, afflato nuovo, sia alla pastorale “immediata” sia a quella a “largo respiro”.

Noi continuiamo a pregare fiduciosi sapendo che Dio scrive realmente bene anche sulle nostre piccole o grandi povertà.

Attendere bene è già una domanda ben posta.
E dove c’è una domanda ben posta arriva da Dio, sempre, anche la giusta risposta.

Paul Freeman

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