Anche l’Emilia Romagna si è dotata di una legge regionale che regolamenta la possibilità di essere aiutati a suicidarsi: la SMA, suicidio medicalmente assistito
di Chiara Mantovani
La CEER, la Conferenza Episcopale Emiliano-Romagnola, ha emesso un comunicato stampa (qui il testo integrale), firmato dal proprio presidente, S.E. mons. Giacomo Morandi, in cui si ricordano i motivi di profondo dissenso dallo spirito e dalla lettera della legge regionale.
I vescovi ricordano cose ovvie, ma banalmente ignorate, come che «il valore della vita umana si impone da sé in ogni sua fase», che «procurare la morte, in forma diretta o tramite il suicidio medicalmente assistito, contrasta radicalmente con il valore della persona, con le finalità dello Stato e con la stessa professione medica», che «non c’è un ‘diritto di morire’ ma il diritto di essere curati e il Sistema sanitario esiste per migliorare le condizioni della vita e non per dare la morte», riportando anche alcuni passaggi delle riflessioni di altri confratelli vescovi che già si sono trovati in analoghe contingenze legislative.
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