Sono lieto di presentare il primo volume di un'opera che offre
solide basi documentali agli storici che vorranno avvicinarsi a due personalità
di prima grandezza quali furono Pio XI e il suo segretario di Stato, il
cardinale Eugenio Pacelli. Lo studio critico, ben documentato e minuzioso,
frutto di una collaborazione vaticana fra diverse persone e istituzioni
archivistiche, mostra il passo in avanti compiuto, sul piano storiografico, con
questa edizione di fonti. La maggior parte di esse proviene dall'ampio fondo
archivistico della Segreteria di Stato presso l'Archivio Segreto Vaticano e
dalle preziose carte appartenenti all'Archivio Storico della Seconda Sezione
della Segreteria di Stato, già Congregazione per gli Affari Ecclesiastici
Straordinari.
La mia ammirazione è innanzitutto per il contenuto
dell'opera e per il segretario di Stato di Pio XI, autore dei preziosi "fogli di
udienza" gelosamente da lui radunati e custoditi come la migliore testimonianza
del suo fedele servizio al grande Pontefice e suo predecessore Papa Achille
Ratti.
Anche a distanza di molti anni, nelle mutate e forse più assillanti condizioni
di lavoro cui deve far fronte ogni giorno la Segreteria di Stato della Santa
Sede, raffrontando (con la dovuta e quasi scontata circospezione) gli impegni
del segretario di Stato, il cardinale Eugenio Pacelli, e gli attuali
ritmi e ambiti di lavoro, si può osservare che, quasi nell'identica struttura
del lavoro d'ufficio del segretario di Stato, permane intatta anche oggi
l'idealità che si legge ad ogni riga dei "fogli di udienza" qui pubblicati,
ovvero lo spirito di fedele servizio del segretario di Stato al Santo Padre,
quasi la "venerazione" della sua volontà e dei suoi desideri manifesti, lo
sforzo quotidiano di dare attuazione alle direttive che il Romano Pontefice
esprime per il governo della Chiesa e per il progresso spirituale dei fedeli,
così come per la mutua concordia delle nazioni e per la prosperità sociale dei
popoli.
Di tale servizio, praticato per tanti anni dal segretario di Stato
Pacelli, sono intrise le carte che egli compilava con la sua inimitabile,
minuziosa ed elegante calligrafia. Da queste numerose carte traspaiono, a un
tempo, le figure dei due protagonisti dei colloqui svoltisi durante le udienze:
Pio XI e il cardinale segretario di Stato. Una robusta tradizione della
Segreteria di Stato, appartenente alla prassi dei segretari "nepoti", o di
fiducia, dei Pontefici della Rinascenza, scandiva i ritmi d'ufficio del
segretario di Stato Pacelli, come di tanti altri prima e dopo di lui, fino a
oggi. Il vasto, non sempre facile e paziente servizio del segretario di Stato di
Pio XI viene qui colto a partire dalla immediatezza dei suoi "fogli di udienza",
che grazie al lavoro degli editori vede ora la luce relativamente all'anno 1930,
il primo degli otto anni pieni e qualche mese del mandato di segretario di
Stato.
Mille e mille questioni occuparono il tempo e i pensieri di Pio XI e
del cardinale Pacelli lungo tanti anni, come bene testimoniano questi "fogli":
dalle più minute richieste di sussidi (alle quali il Pontefice, come si legge,
non restò mai insensibile o esterno) alle rilevanti questioni ecclesiali e
politiche, tanto più complicate, quanto più avanzano gli anni che separano le
ferite della prima guerra mondiale da quelle della seconda. Si resta ammirati
nel vedere la cura che Papa Ratti riservava a ogni questione, all'ascolto di
ogni voce, alla discussione dei tanti ricorsi, alla complicatissima rete di
accordi e di concordati che cercava di tessere con gli Stati europei e
extra-europei. Una cura vigilante, fra le attenzioni diuturne, Pio XI riservò
per l'Italia dell'età fascista, la Russia sovietica, la nascente ideologia
nazionalsocialista in Germania. Vediamo già nel 1930 alzarsi il livello di
guardia della Santa Sede per tali programmi politici e le loro organizzazioni;
ma tanto più potremo studiare il crescente distacco e anzi l'aperta
disapprovazione di quei governi da parte del Papa e della Santa Sede (com'è ben
noto) man mano che procederà l'edizione dei "fogli di udienza" per gli anni
successivi al 1930, fino al febbraio del 1939, anzi fino alla vigilia della
morte di Pio XI, allorquando iniziavano le pratiche per i funerali del Pontefice
e per il conclave, dal quale uscirà eletto Pontefice proprio il cardinale
Eugenio Pacelli.
Mi auguro che i meriti del presente lavoro saranno
apprezzati dagli storici. Il lettore avrà modo di riconoscere nella scrupolosa e
minuziosa spiegazione dei testi, il lungo e apprezzabile lavoro di "scavo", che
i curatori hanno voluto compiere per dar compiuta ragione, documenti alla mano,
di ogni pur minima annotazione di Eugenio Pacelli. La sua statura umana e
cristiana, come diplomatico, segretario di Stato e Pontefice, al di là di
coloriture preconcette e distorte, risulta delinearsi sempre meglio con il
passare del tempo.
Rivolgo il mio plauso ai curatori della presente
edizione, al personale dell'Archivio Segreto Vaticano e dell'Archivio della
Seconda Sezione della Segreteria di Stato, a quanti hanno contribuito a far
sorgere l'idea della pubblicazione sistematica dei "fogli di udienza" di
Pacelli. Edizione che auspico possa proseguire con celerità (compatibilmente con
i tempi di lavoro necessari), perché sono certo che la sana curiositas
degli storici, stimolata da siffatta impresa, ne esigerà la continuazione,
protesa com'è a conoscere quanto si dibatteva nello studio privato del Pontefice
e in quello del suo segretario di Stato, negli anni cruciali per la vita
ecclesiale e civile del Novecento, come furono quegli anni alla vigilia della
seconda guerra e gli ultimi mesi di vita del Papa di Desio.
(©L'Osservatore Romano - 29 agosto 2010)