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Victor Delhez-Los Cuatro Evangelios de Nuestro Señor JesucristoL’introduzione autografa di Pio XII

Pubblichiamo la traduzione del testo autografo in spagnolo di Pio XII inserito come introduzione all’edizione del 1956 di «Los Cuatro Evangelios de Nuestro Señor Jesucristo».
La benemerita casa editrice Kraft di Buenos Aires, preparando una nuova edizione del santo Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo, ci chiede qualche breve parola di introduzione. E quali potrebbero essere le nostre parole, se non l’a p p ro v a -zione di un’iniziativa tanto lodevole e l’esortazione a tutti i nostri amatissimi figli che parlano e pensano in castigliano a correre in fretta a questa santa fonte del Santo Vangelo ed estinguano la loro sete nelle sue limpide acque? Il Santo Vangelo, per dirla con parole semplici, è il libro in assoluto più degno di fede e più divino, in cui vengono narrati la vita, la dottrina e i miracoli di Gesù Cristo nostro Signore. E se la vita del nostro amabilissimo Redentore deve essere sempre il modello di ogni virtù e di ogni perfezione, l’ideale più sublime per ogni persona e per ogni momento della vita, se la dottrina del nostro Maestro e Salvatore è il più perfetto codice di santità e di verità, l’unico cammino capace di portare gli uomini e i popoli alla vera felicità, se i suoi miracoli ci dicono, con eloquenza inconfutabile, la sua divinità e provano la realtà della sua missione salvatrice, fondamento di ogni nostra speranza e origine di tutti i nostri beni, con quale fervore, con quale devozione, con quale frequenza dovrebbero i cristiani prendere in mano un simile libro, un libro che senza tema di smentita si può dire tenga il primo posto fra tutte le Scritture divine (vedi Origene, Commentarii in Ioannemtomo 1, n. 4 e 6)? Ancora; se quanto nel nostro esilio possiamo sognare e desiderare si può ridurre a questa sola cifra, a questa sola cosa, conoscere e amare Gesù Cristo (cfr. Giovanni, 17, 3) dove andremo a cercarlo se non in queste pagine, ispirate dallo Spirito Santo, in cui la sua voce appare e risuona tuttora, amabile e piena di attrattive, pagine in cui continuamente appare davanti ai nostri occhi la sua dolce figura, insegnando e facendo il bene; dove ci aspetta sempre, interamente Lui, vivo e pieno di amore, per afferrare i nostri cuori? Prendete dunque in mano continuamente questo libro, figli amatissimi, leggetelo senza stancarvi mai, leggetelo fino ad essere completamente identificati con Lui, grazie alla lettura e alla meditazione, e fino ad essere completamente rivestiti di Nostro Signore Gesù Cristo (cfr. Romani, 13, 14). L’uomo di oggi vuole porre alla base della sua filosofia i dolori che senza posa lo opprimono, la società moderna si dibatte fra le angoscianti convulsioni delle sue classi, i popoli, impugnando rovinosamente le armi, si guardano reciprocamente negli occhi con sospetto. Tutto questo perché hanno dimenticato che la pace, l’unica pace vera e possibile, li aspetta nelle pagine sempre attuali di questo santo Vangelo. Che, attraverso la sua lettura, il Gesù del Vangelo conceda generosamente le sue più grandi grazie a quanti guarderanno con devozione le pagine di questo libro, e che di queste grazie sia pegno la Benedizione che noi paternamente gli inviamo.

© Osservatore Romano - 14-15 aprile 2014