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nuove forme di schiavitu 2Di seguito le parole del Centro di Aiuto alla Vita e Movimento per la Vita di Avellino, che hanno ospitato, ieri 8 febbraio, il convegno dal titolo «Maternità surrogata, nuove libertà, antiche schiavitù», che ha visto come relatore Emmanuele Di Leo, presidente di #Steadfast:
«Dulcis in fundo. A conclusione del ciclo di incontri organizzati nella nostra diocesi in occasione della 43a Giornata Nazionale per la Vita, in collaborazione con le associazioni pro life presenti sul territorio, questa sera abbiamo provato a declinare il titolo del messaggio dei vescovi, “Libertà e Vita”, trattando un tema assai delicato e discusso, quello della maternità surrogata.
Questo è uno dei punti di non ritorno di un malinteso senso di libertà, che evoca invece una delle schiavitù più antiche, quella sessuale e generativa, con l'aggiunta dei meccanismi sofisticati della società globalizzata e capitalista, che rende tutto, anche quegli aspetti più inviolabili della persona, un unico grande business.
Ci ha fatto compagnia Emmanuele Di Leo, di Steadfast ONG: testimone credibile perché uomo che ama i suoi simili ed ha fatto del volontariato nei paesi del Terzo Mondo una ragione di vita.
La sua presentazione? Una fredda lista di dati numerici che inquadrano in una maniera allarmante il turpe traffico di esseri umani. A questo si aggiunge la schiavitù della maternità: certo, perché non è come si crede. Dietro la pratica dell'utero in affitto non c'è un atto generoso di donazione a favore di una coppia che non può avere figli; quella è la facciata “sentimentale”, che però nasconde la realtà: la maternità surrogata è una delle più aberranti pratiche di schiavizzazione e di mercato del corpo femminile, che garantisce un giro d'affari superiore a quello della prostituzione.
nuove forme di schiavituSpesso è gestito dalla criminalità, con la collaborazione di “ganci” che aiutano a procurare la donne da inserire sul mercato.
Emmanuele ci ha parlato delle “baby farm”, delle fabbriche di bambini, delle cliniche di surrogacy presenti nei paesi sviluppati, che si fanno aiutare dalle mafie nel “reclutamento” di madri surrogate a prezzi bassi, provenienti dai paesi poveri, delle richieste assurde da parte delle coppie nei confronti di queste donne, che per tutta la gestazione e anche oltre non sono più padrone della loro vita e del loro corpo.
Ci ha parlato della sofferenza di questi bambini che vengono generati attraverso i corpi e i gameti anche di quattro o cinque persone e fino a che non vengono “ritirati” rimangono proprietà della clinica di surrogazione. Molti ricordano il terribile scandalo dei bimbi di Kiev durante il lockdown: “merci” bloccate perché non potevano essere consegnate!
Dietro questa sequenza di numeri ci sono vite umane: vite disprezzate, reiette, vendute, vite di donne e ragazze, ma anche di giovani e bambini, che spesso vengono sacrificati dalle famiglie di origine per poter garantire la sopravvivenza agli altri familiari; ci sono corpi di persone violati per sempre, legami tagliati senza scrupolo, sogni di emancipazione e di realizzazione divenuti spesso dei veri incubi. E ci sono bambini che non avranno padre, né madre, né patria, né identità, ridotti a mera merce di scambio, commissionati con caratteristiche ben definite, scartati o soppressi se non rispondono alle aspettative dei committenti. Dolore, infelicità, abuso, vuoto, ingiustizia ... ecco, questa non è libertà.
Non si può comprare e vendere la vita umana in nome di un presunto diritto di scelta e di autodeterminazione, che di fatto è la legittimazione di un privilegio; e il privilegio è dei pochi ricchi e potenti a danno dei tanti poveri e fragili.
Per combattere contro queste violazioni gravissime dei diritti umani, Steadfast si muove in ambito internazionale, facendo rete con realtà associative differenti, anche con gruppi che portano avanti idee diverse, ma che su questa tematica si trovano d'accordo; tiene viva l'attenzione delle forze politiche, agisce sul fronte della denuncia, della prevenzione e dell'aiuto diretto alle persone.
Emmanuele e sua moglie Venere, insieme ai volontari che diventano sempre più numerosi (anche ad Avellino abbiamo un gruppo di Steadfast costituito da poco), accanto ai dati freddi dei numeri, che hanno cura di enunciare con rigore matematico, custodiscono nel cuore le storie vere di persone incontrate, amate, sostenute concretamente. Vite che hanno lasciato il segno nella loro esistenza, per quel miracolo di empatia che è delle relazioni autentiche: qualcuna non potrà più parlare, e allora chi le ha voluto bene diventa la sua voce, e non può tacere!
Oggi la chiesa celebra la memoria di Santa Giuseppina Bakhita, la prima schiava santa, canonizzata da Giovanni Paolo II; è anche la Giornata contro la tratta degli esseri umani.
Noi che sosteniamo il valore della vita e della persona umana come beni indisponibili e inviolabili, abbiamo bisogno di costruire ponti di cooperazione con tutti coloro che perseguono le stesse finalità; la cura della vita e della persona umana sono il fine a cui deve tendere la stessa libertà. Chiunque si arroghi il diritto di fare mercato o di disprezzare questi valori, sta abusando della sua libertà, sta negando il progresso, sta perpetrando antichi retaggi di schiavitù.
La vera libertà rende liberi i propri simili, non li sottomette a pratiche degradanti e non li trasforma in merce. Chiunque abbia a cuore la dignità della persona non può lasciarsi ingannare.
Noi ringraziamo Emmanuele per la sua presenza autorevole; ringraziamo Giusy e gli amici di Steadfast Avellino, che hanno curato l'organizzazione.
Un grazie speciale alla nostra chiesa particolare, nelle persone del vescovo e dei sacerdoti, che hanno dato voce in questi giorni al meraviglioso e delicatissimo tema della tutela della Vita».