A firma del Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire al Card. Ricardo Blázquez Pérez, Arcivescovo di Valladolid e Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, un Messaggio in occasione dell’Incontro europeo dei giovani, che si è celebrato in Ávila dal 5 al 9 agosto, sul tema “In tempi difficili, amici forti di Dio”, nell’ambito delle celebrazioni del quinto centenario della nascita di Santa Teresa d’Avila.
Ne riportiamo di seguito il testo:
Messaggio del Cardinale Segretario di Stato
Señor Cardenal Ricardo Blázquez Pérez
Arzobispo de Valladolid
Presidente de la Conferencia Episcopal Española
El Papa Francisco saluda cordialmente a los organizadores y participantes en el Encuentro europeo de jóvenes, que se celebra en Ávila, para crecer, profundizar y dar testimonio de su fe y de su amor a la Iglesia, siguiendo el ejemplo y la enseñanza de Santa Teresa de Jesús, en el V centenario de su nacimiento.
La expresión de Santa Teresa, “en tiempos recios, amigos fuertes de Dios”, tiene una resonancia especial cuando se dirige a los jóvenes y a su anhelo de verdad, bondad y belleza. Por eso, el Santo Padre les anima a no conformarse con una vida mediocre y sin aspiraciones, y a esforzarse en cambio crecer en una profunda vida de amistad con Cristo, a tomar cada día más conciencia del don inmenso recibido en el bautismo y la confirmación, que nos impulsa a llevar el amor de Cristo a nuestros semejantes.
Su Santidad, al recordarles la necesidad de crecer siempre en el amor a la Iglesia y a los hermanos, les ruega que recen por él, a la vez que, con afecto los encomienda a la protección de la Virgen María y les imparte de corazón la implorada Bendición Apostólica.
Cardenal Pietro Parolin
Secretario de Stado de Su Santidad
© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - - 10 agosto 2015
La parabola dello smartphone
Sabato sera. Sono circa le undici. Il vento soffia abbastanza forte accanto ai muri di Ávila e le candele riescono a rimanere accese a malapena per qualche secondo. In quel momento, i display di centinaia di cellulari illuminano la città. La veglia a lume di candela dell’incontro europeo dei giovani — convocato dalla Conferenza episcopale spagnola per il quinto centenario dalla nascita di santa Teresa di Gesù — si trasformava in una “preghiera online”. Lo esprimeva nella sua omelia Xavier Novell, il vescovo più giovane di Spagna, che ha presieduto la veglia. Il prelato si è avvicinato a questa nuova generazione per tradurre la parabola della vite e dei tralci, rivolta da Gesù a dei contadini, nel linguaggio dei giovani che vivono agganciati al telefono, da lui denominati “generazione dello smartphone”. «Voi siete come il cellulare e io come la vostra fonte di energia e di copertura. Senza di me, non potete far nulla, siete uno strumento intelligente ma inutile. Voi, senza di me, vi spegnete» ha spiegato Novell, preparandoli alla successiva esposizione del santissimo Sacramento: «Tra poco, mi farò presente per voi tutti. Irradierò il mio amore su voi tutti, vi coprirò con milioni di mega di amore. Connettetevi a me. Rimanete nella mia rete e non ne cercherete altre mai più. Il mio amore non teme concorrenza». Gli immediati e sonori applausi alle parole del vescovo dimostravano come egli avesse raccolto l’impegno della Conferenza episcopale ad hacer lío (“fare chiasso”), dando una svolta alla pastorale giovanile per sintonizzare il messaggio della Chiesa al linguaggio, alle inquietudini e alla realtà che vivono questi nativi digitali. Di questo tenore è stata anche l’omelia del cardinale Ricardo Blázquez, nell’E u c a re - stia di chiusura alla quale hanno assistito 8000 persone provenienti da dodici Paesi. Il presidente dei vescovi ha trattato del problema principale che affrontano i cristiani e i non credenti nella società spagnola: la stagnazione. Blázquez ha denunciato la disoccupazione «così vasta, ampia, dura e duratura» e ha riconosciuto che «la società vi deve maggiore solidarietà ». Di fronte a questo, ha invitato i ragazzi e le ragazze a «non indugiare nello scoraggiamento e nell’indignazione» e ha rivendicato davanti ai pellegrini come l’Eucarestia domenicale fosse «festa della fede» che «ci invia verso tutte le periferie ». Nella successiva conferenza stampa, il cardinale ha sottolineato ancora una volta che «non è sintomo di una società serena il fatto che un 50 per cento dei giovani non abbia un lavoro stabile per poter formare una famiglia e poter guadagnare il pane quotidiano con il sudore della fronte » . Sulla stessa linea di incoraggiamento si è espresso il Papa attraverso un messaggio a firma del segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin. Il Pontefice ha raccomandato ai giovani di «non conformarsi a una vita mediocre e senza aspirazioni», ma di «sforzarsi di crescere in una profonda vita di amicizia con Cristo». Francesco è partito dal tema dell’incontro, tratto da una frase di santa Teresa — «In tempi difficili, amici forti di Dio» — per evidenziare «l’anelito di verità, bontà e bellezza» dei giovani. Ma per prepararsi alla messa che ha dato il via alla giornata mondiale della gioventù, in programma in Polonia nel 2016, i 6000 giovani hanno partecipato a quattro giornate di incontro, sperimentando un diverso tipo di atteggiamento rispetto ad altri eventi promossi dall’episcopato spagnolo. Forse seguendo la massima di don Bosco — «amiamo ciò che amano i giovani» — si è cercato di tradurre il messaggio del Vangelo a coloro che comunicano attraverso i 140 caratteri di Twitter. Lo ha riconosciuto il vescovo di Ávila, Jesús García Burillo: «Tutta la Chiesa partecipa a questo spirito di trasformazione e cambiamento. Santa Teresa ci è servita da riferimento nella ricerca dell’equilibrio: lei stessa, nel suo programma di riforma del Carmelo, ha deciso di dedicare due ore al giorno alla ricreazione, cioè tanta ricreazione quanta preghiera. Lei unisce perfettamente la gioia della vita con la profondità della vita cristiana. Questo abbiamo cercato in questi giorni; che i ragazzi sperimentino nella pratica con dinamismo gli insegnamenti del Vangelo». Monsignor García ha chiarito inoltre: «Non siete venuti a pregare davanti a un’immagine, ma attratti dallo spirito della santa per carpire le linee essenziali da poter tradurre in un progetto di vita per il vostro quotidiano». In questo modo, si è elaborato un programma adattato agli adolescenti — incentrato sulla sensibilizzazione e il primo annuncio — e un itinerario per i giovani a partire dai 18 anni. Tutto alimentato dalla catechesi e dalle celebrazioni eucaristiche dei vescovi che si sono concentrati sulla vita, il pensiero e gli scritti di Teresa di Gesù. La sera, musical e concerti con artisti cattolici, ma anche cantanti in cima alle classifiche di vendite in Spagna, come Pablo López e padre Damián, il religioso redentorista che ha partecipato al talent televisivo The voice. La stessa immagine dell’incontro, un dipinto di suor Isabella Guerra, che rappresenta una “giovane Immacolata” che viaggerà per tutte le diocesi spagnole sulla strada per Cracovia, ha rappresentato lo spirito di queste giornate vissute da una Chiesa che cerca di connettersi con la generazione di WhatsApp. Attraverso la parabola dello smartphone.
© Osservatore Romano - 10-11 agosto 2015