Roma, 26. Sui temi della vita "è necessario il massimo sforzo di convergenza, in Parlamento" per un intervento legislativo "ormai indispensabile e non più procrastinabile". È quanto ha affermato il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, rispondendo a un appello rivoltogli dal Movimento per la vita per un intervento sulla vicenda di Eluana Englaro. Nella sua risposta, affidata a una lettera, Napolitano precisa di non avere, rispetto al caso di Eluana, "poteri di intervento sui provvedimenti che sono espressione della funzione giurisdizionale: il suo esercizio - afferma - è riservato in via esclusiva alla magistratura e, come ha rilevato la Corte Costituzionale nell'ordinanza recentemente emessa in relazione alla triste vicenda umana di Eluana, i giudici non hanno utilizzato i loro provvedimenti "come meri schermi formali per esercitare, invece, funzioni di produzione normativa o per menomare l'esercizio del potere legislativo da parte del Parlamento"". I giudici cioè non si sono sostiuiti al potere legislativo.
L'arcivescovo Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, si è rallegrato per le parole del capo dello Stato: "Si vede - ha detto a margine di un convegno su diritti umani e legge naturale - che sente anche lui l'esigenza del Paese di legiferare in una situazione che con il caso di Eluana Englaro è divenuta drammatica". "L'ho detto tante volte anch'io", ha concluso il presule ricordando i suoi numerosi appelli per una legge sul fine vita che "abbia il più ampio consenso possibile in Parlamento".
(©L'Osservatore Romano - 27 novembre 2008)
Napolitano sollecita una legge sul fine vita
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