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Ci sono “tre tendenze” che oggi “minacciano di inquinare la natura del cristianesimo” e di “provocare non poca confusione tra i fedeli”: le ha enunciate al convegno sul laicato in corso a Roma presso la Pontificia Università della Santa Croce, il sottosegretario del Pontificio consiglio per i laici, Guzman Carriquiry. La prima consiste “nella riduzione a preferenza religiosa irrazionale, confinata tra le ‘offerte spirituali’ fluttuanti e interscambiabili, sia nella versione di un sentimentalismo ‘light’, sia nelle forme reattive del pietismo, del fondamentalismo”. La seconda “è la sua riduzione a mero moralismo, come se il cristianesimo fosse solo un catalogo di precetti morali, una espressione di compassione per i propri simili, un volontariato sociale che opera come impulso etico per tessuti sociali disgregati”. Infine c’è “la riduzione ideologica, in cui il cristianesimo diventa discorso dottrinale, giocato soltanto nella dialettica delle macro-teorie e delle opinioni”. Carriquiry ha ricordato che “lo stato laicale” non significa “un cristianesimo di seconda categoria, anzi il ministero peculiare dei laici consiste nell’assumere le proprie responsabilità personali nell’ordine professionale e sociale, per informare di spirito cristiano tutte le realtà terrene”. Ha citato, a questo riguardo, i frequenti inviti del Papa “ad evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia e della politica”.

©   www.agensir.it - 7 aprile 2011