E' saltato il trasferimento a Udine di Eluana Englaro dopo il provvedimento emanato ieri dal ministro del Lavoro e della Salute Maurizio Sacconi, che vieta alle strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate con il sistema sanitario nazionale di interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente, L'annuncio è stato dato stamattina dall'amministratore delegato della Casa di cura "Città di Udine", Claudio Rccobon: «Abbiamo sospeso temporaneamente l'iter - ha detto - in attesa che i legali che tutelano Eluana Englaro e la sua famiglia dimostrino che l'incursione del ministro Maurizio Sacconi non intacca la validità del decreto della Corte d'appello di Milano e della Corte di Cassazione».
La volontà di morte comunque resta intatta: così come era già tutto pronto per porre termine alla vita di Eluana. così «confermiamo - ha aggiunto Riccobon - la nostra disponibilità ad ospitare Eluana» tenendo conto che «è già pronta una equipe di 20-25 professionisti, tutti esterni alla struttura, per assistere Eluana. Una equipe - ha concluso - che lavorerà su base volontaria e gratuitamente».
Ieri il ministro Sacconi aveva stabilito l'illegalità dell'interruzione di nutrizione e alimentazione per le persone in stato vegetativo persistente nelle strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale. Si è trattato di un atto di indirizzo che il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha inviato alle regioni sulla base di alcune indicazioni precedenti, tra cui quella del comitato nazionale per la bioetica e l'articolo 25 della convenzione sui diritti delle persone con disabilità dell'Onu. L'atto, firmato dal ministro Sacconi, di fatto renderà illegale per qualsasi struttura pubblica e privata sul territorio nazionale l'adempimento della volontà della famiglia Englaro, e cioè il distacco del sondino che alimenta e idrata la giovane, in stato vegetativo da 16 anni.
Il Vaticano: «Scelta dalla parte della vita». Quella del ministero dellaSalute e del Lavoro è una iniziativa «molto ragionevole e sensata», perché riconosce che «l'accanimento terapeutico, e l'alimentazione e l'idratazione, sono due cose molto distinte»: è il commento del cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio consiglio per la pastorale della salute, sull'atto di indirizzo inviato dal ministro del lavoro e della salute Maurizio Sacconi, che dichiara illegale interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente per le strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale. Questo atto renderebbe di fatto impossibile per la famiglia di Eluana Englaro staccare il sondino che alimenta la donna. Per il cardinale, si tratta di un atto «molto positivo» ed è la prova che il «ministero della Salute sta dalla parte della vita in questo tempo natalizio in cui celebriamo il massimo della vita, ovvero il figlio di Dio».
Scienza & Vita: Atto di coraggio del governo. «Un atto di coraggio in favore di tutti i pazienti in stato vegetativo che apprezziamo e speriamo possa trovare ampio consenso nell'opinione pubblica italiana più sensibile nei confronti della vita, dal concepimento alla morte naturale». Così l'Associazione Scienza & Vita commenta l'atto di indirizzo del ministero del Welfare. «Dinanzi allo strapotere di una parte della magistratura sulle questioni del fine vita - osserva Scienza & Vita - è come se la politica volesse rimettere al centro gli interessi della persona umana nella condizione di massima fragilità, qual è quella dello stato vegetativo. Tant'è vero che questa condizione clinica viene considerata una forma di grande disabilità e non di fine vita. Così come è apprezzabile il riconoscimento, operato da parte del governo, del ruolo del medico nell'iter clinico di questo particolarissimo tipo di pazienti». «Ci auguriamo - conclude l'Associazione - che questa assunzione di responsabilità politica preluda ad una sorte diversa per la povera Eluana Englaro, già destinata a morire di fame e di sete a causa del via libera della magistratura alla sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione, che noi continuiamo a considerare sostegni vitali e non terapie medico-cliniche».
Baio e Binetti (Pd): Bene Sacconi. «Concordiamo con l'atto di indirizzo firmato dal Ministro Sacconi che prevede che non è possibile interrompere la nutrizione e l'idratazione artificiale». Lo dichiarano le parlamentari del Pd Emanuela Baio e Paola Binetti, che ricordano che «questo è il cuore del Ddl 'Disposizioni in materia di dichiarazione anticipata di trattamento' che abbiamo presentato insieme nella passata legislatura e ripresentato alla Camera e al Senato in questa legislatura. Solo una tutela della vita coraggiosamente messa al centro dell'attività parlamentare può segnare una svolta decisa e coraggiosa anche sotto il profilo etico nel Paese. Occorre ricominciare dalla difesa della vita».
Il legale degli Englaro: «Un atto senza valore». L'atto di indirizzo del Ministero della Salute con cui si vieta alle strutture pubbliche e private di sospendere idratazione e nutrizione alle persone in stato vegetativo persistente, tra cui il caso più famoso è quello di Eluana Englaro, «non vale niente, perché la legge non la fa Sacconi». È la reazione stizzita del legale della famiglia Englaro, Vittorio Angiolini, nell'apprendere la decisione del ministero. «Un atto di indirizzo interrogativo - attacca Angiolini - ma così non ha senso, o Sacconi ordina ai medici, come fanno i generali, di curare o non curare le persone o stia zitto».
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Saltato trasferimento a Udine. Eluana resta in vita
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