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Amatevi finche morte non vi separiA cura di Alessandra Gismondi & Paul Freeman

Il bel libro di Anna Porchetti entusiasma e fa riflettere, ridando freschezza allo sguardo con cui si affronta la vita di coppia e familiare.

È un testo che si appresta ad essere letto con estrema facilità per lo stile colloquiale, ironico, divertente, ma che nel contempo parla al cuore, senza smancerie, ma va diritto ai nodi essenziali del vivere odierno, senza troppi giri di parole, senza discorsi complessi.

Chiaro, concreto, snocciola i fondamenti delle verità profonde che riguardano la persona portando il lettore a condividere necessariamente e gradualmente il pensiero logico che soggiace alla base dei ragionamenti, spiegati con estrema semplicità e senso dell’umorismo. E l’umorismo è essenziale alla sapienza.

Dal punto di vista contenutistico affronta temi che oggi, nel pensiero e nel vivere comune, potrebbero sembrare un po’ demodé. Temi “cruciali” come l’amore, la relazione coniugale e il senso reale del matrimonio vengono affrontati uno dopo l’altro rivolgendosi con attenta analisi alla persona, alle sue necessità e ai suoi limiti e, nel contempo, suggerendo, a mo’ di vademecum sintetico, la strada da percorrere per gustare con entusiasmo, responsabilità e gioia la relazione feconda che si costruisce nel matrimonio. Una riscoperta dello stupore quotidiano.

Suscita il desiderio di scoprire quanto suggerito, perché trasmette, pur rovesciando la modalità comune di concepire l’amore per sé stessi e per l’altro, la gioiosa certezza che si possa essere felici nonostante, anzi proprio dentro le difficoltà, le divergenze e persino negli stili differenti di comportamento. 

“L’amore è l’incontro di due diverse forme di eroismo […]

Intanto mentre aspetti il miracolo dell’amore, continua ad onorarlo sinceramente” (Pagg. 81 e 82)

L’unico limite del testo (e per certi versi la sua bellezza) è la sua necessaria apertura ad una quadrilogia.

Questo è il testo di Lei che vede Lui, il matrimonio e i figli. Ora si attende la pars Seconda, Lui che vede Lei, il matrimonio e i figli.  Ardua ma necessaria sarà poi la parte Terza del Noi che, dialogando, vedono sé stessi, il matrimonio e i figli, magari leggendo la grazia di stato orizzontale e verticale concessa; guardando davanti ed in alto, in alto e camminando, aprendosi alla fecondità delle relazioni quotidiane.

A concludere l’itinerario si attende la parte Quarta, quella dei figli che vedono i genitori, la loro unione e il loro comune essere famiglia.

Possiamo dire che è un libro necessario, questo di Anna Porchetti proprio perché apre a questo quadruplice sguardo, a questo itinerario, che è essenziale oggi, in cui ogni parte di questa quadrilogia necessiterà dell’altra. Un must di sguardo, oggi più che mai. Perché lo stupore non è mai abbastanza.

Coraggio Anna, ora è il tempo di continuare la Quadrilogia, ovviamente non da sola, e spalancando lo sguardo dall’io femminile, all’io maschile e poi al “noi”.

La Provvidenza ti ha guidato fin qui ora.. non ti fermare, “duc in altum”, prendi il largo, perché questa è vera celebrazione, grande onore e vero Amore.

Il testo di Anna Porchetti, edito da Effatà editrice è disponibile (anche) qui
https://editrice.effata.it/libro/9788869298783/amatevi-finche-morte-non-vi-separi/

Qui il Blog di Anna Porchetti
https://annaporchetti.it/