Il Sabato santo è un giorno misteriosissimo di Cristo, che torna a intrigare giustamente i cristiani: è uno dei giorni più significativi della storia della salvezza. Fra l’altro, è il giorno del silenzio di Cristo. Si tratta di un silenzio piissimo, dolcissimo, ma anche terribile. Il Cristo non lo si vede più: è sottratto ai nostri occhi credenti. È nel sepolcro; è dentro la morte. Davvero, se non l’avessimo mai conosciuto, il Cristo, sarebbe stato meno impressionante che saperlo sparito (Paola Zavatta, La teologia del Sabato santo, Roma, Città Nuova, 2006). Il Sabato santo propone di vivere l’importanza della compagnia di Cristo col dolore della sua scomparsa nella morte. È il mistero della “discesa agli inferi”, articolo del Credo che lontano e ostico alla nostra coscienza odierna come questo, da ultimo sta uscendo dall’ombra in cui era caduto e va riconquistando, in un orizzonte interpretativo rinnovato, l’importanza che gli compete (cfr. Giovanni Ancona, Disceso agli inferi. Storia e interpretazione di un articolo di fede, Roma, Città Nuova, 1999).
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