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pettegolezzoIl diritto di essere informati su come si fa informazione.

di Mauro Ronco

1. In un commento apparso su questo sito in margine al caso Minetti, motivavo la mia indignazione per avere il conduttore di Report Sigfrido Ranucci lanciato un sospetto a carico del Ministro della Giustizia senza aver compiuto alcun accertamento sulla fondatezza della ‘voce’ che gli avrebbe riferito di un incontro in Uruguay di quest’ultimo con il compagno della predetta Minetti.

Lamentavo che, a prescindere da eventuali responsabilità civili e penali, la Rai, datore di lavoro di Ranucci, nonché l’Ordine dei giornalisti avrebbero dovuto approfondire la vicenda sotto il profilo della responsabilità disciplinare e professionale. Diffondere ‘voci’ incontrollate di fronte a decine di migliaia di spettatori, con tutto il credito derivante dall’essere giornalista di un Ente pubblico, che scalfiscano l’onestà e la fama di un Ministro di Stato, non sembra infatti cosa del tutto indifferente, tale da lasciarsi scivolare via come un infortunio dovuto al caso.

Passati alcuni mesi dalla vicenda non sembra che Ranucci abbia trovato ostacoli nel proseguire senza remore sulla sua strada. Egli ha lasciato cadere la ‘voce’ che aveva propalato senz’alcuna cautela, dicendo di volersi coprire di cenere per ciò che gli era accaduto di dire. La grande scorrettezza informativa che si consumò in quella occasione rimase, a quanto pare, priva di conseguenze in termini di responsabilità.

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