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Riportiamo di seguito la trascrizione del testo del Videomessaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato ai partecipanti all’Assemblea dei giovani della Conferenza Episcopale delle Antille (AECYA) in corso nell’Arcidiocesi di Saint-Pierre e Fort-de-France, in Martinica, dal 10 al 23 luglio 2018:

Trascrizione del Videomessaggio del Santo Padre

¡Buenos días!

Saludo con afecto a ustedes los jóvenes que quieren transformar la familia del Caribe. Lindo trabajito. Se ve que tienen garra y quieren luchar. Sigan adelante.

Es un tema desafiante, ustedes son jóvenes, pero me pregunto: ¿Son jóvenes o jóvenes envejecidos? Porque si son jóvenes envejecidos no van a poder hacer nada. Tienen que ser jóvenes "jóvenes". Con toda la fuerza de la juventud para transformar. Y lo primero que tienen que hacer es ver si se "instalaron". No, si están instalados la cosa no va. Tienen que desinstalarse los que están instalados, y empezar a luchar. Ustedes quieren transformar, quieren llevar adelante y han hecho suyas las directivas de la Exhortación post-Sinodal sobre la familia para llevar adelante la familia, para transformar la familia del Caribe. Llevarla adelante hoy para mañana, o sea, en el presente para el futuro. Y hoy, ustedes, para entender el presente tienen que saber describirla, saberla comprender para enfrentar el mañana. Y en el camino de hoy a mañana necesitan de la doctrina sobre la familia y la tienen en el capítulo cuarto de la Exhortación: ahí está el núcleo. Estúdienlo. Véanlo y van a tener las pautas de progresión. Pero hoy y mañana. Nos queda el ayer. No se puede mirar al mañana sin mirar al ayer. No se puede mirar el futuro sin reflexionar sobre el pasado. Ustedes se preparan para transformar algo que les fue dado por sus mayores. Ustedes reciben historia de ayer, reciben tradiciones de ayer. Ustedes tienen raíces y sobre esto quiero detenerme un minutito: no se puede hacer nada en el presente ni en el futuro si no estás arraigado en el pasado, en tu historia, en tu cultura, en tu familia; si no tenés las raíces bien metidas adentro. De la raíz te va a venir la fuerza para seguir adelante. Todos nosotros y ustedes no fuimos fabricados en un laboratorio, tenemos esa historia, esas raíces. Y lo que hagamos, los frutos que demos, la belleza que podamos hacer en adelante, vienen de esas raíces.

Un poeta termina su gran poema con este verso: «Todo lo que el árbol tiene de florido, le viene de lo que tiene soterrado». Miren hacia atrás también para tener raíces, miren a sus abuelos, miren a sus viejos y hablen con ellos, y tomen eso y lo llevan adelante. Transformado, pero ahí van a tener las raíces, la fuerza para transformar la familia. Es una tensión transformante. No se puede transformar sin tensión.

Les dije que el núcleo de Amoris laetitia era el capítulo cuarto. Cómo vivir el amor. Cómo vivir el amor de la familia. Hablen entre ustedes sobre el capítulo cuarto. Ahí van a tener mucha fuerza para seguir adelante y hacer la transformación. Y no se olviden una cosa: que el amor tiene fuerza propia. El amor tiene fuerza propia. Y el amor no termina nunca. San Pablo dice: «La fe y la esperanza acabarán cuando ya estemos con el Señor, en cambio el amor seguirá con el Señor» (cf. 1 Co 13,13). Ustedes están transformando algo que es para toda la eternidad. Esa fuerza propia que quedará para siempre. Lindo trabajito se han puesto a hacer. Sigan adelante. Que Dios los bendiga, rezo por ustedes y por favor, no se olviden de rezar por mí. Adiós.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html 15 luglio 2018


Buongiorno!
Saluto con affetto voi giovani che volete trasformare la famiglia dei Caraibi. Un bel lavoro! Si vede che avete grinta e volete lottare. Andate avanti. È un tema che vi sfida, voi siete giovani, ma mi domando: siete giovani o giovani invecchiati? Perché se siete giovani invecchiati non potrete fare nulla. Dovete essere giovani “giovani”. Con tutta la forza della gioventù per trasformare. E la prima cosa che dovete fare è vedere se vi “siete sistemati”. No, se vi siete sistemati, la cosa non va. Quanti di voi si sono sistemati devono smuoversi e iniziare a lottare. Volete trasformare, volete portare avanti e avete fatte vostre le direttive dell’Esortazione post-sinodale sulla famiglia, per portare avanti la famiglia, per trasformare la famiglia dei Caraibi. Portarla avanti oggi per domani, ossia nel presente per il futuro. E oggi voi, per capire il presente, dovete saperla descrivere, saperla comprendere per affrontare il domani. E nel cammino da oggi a domani avete bisogno della dottrina sulla famiglia e l’avete nel capitolo quarto dell’Esortazione: lì sta il nucleo. Studiatelo. Vedetelo e avrete i modelli per andare avanti. Ma oggi e domani. Ci resta ieri. Non si può guardare al domani senza guardare a ieri. Non si può guardare al futuro senza riflettere sul passato. Voi vi preparate per trasformare qualcosa che vi è stato dato dai vostri anziani. Ricevete storia di ieri, ricevete tradizioni di ieri. Avete radici e su questo voglio soffermarmi un minuto: non puoi fare nulla nel presente né nel futuro se non sei radicato nel passato, nella tua storia, nella tua cultura, nella tua famiglia; se non hai le radici ben piantate. Dalla radice ti verrà la forza per andare avanti. Tutti noi e voi non siamo stati fabbricati in un laboratorio, abbiamo questa storia, queste radici, e ciò che facciamo, i frutti che diamo, la bellezza che possiamo creare poi, provengono da queste radici. Un poeta finisce il suo grande poema con questo verso: «ciò che l’albero ha di fiorito vive di ciò che ha sepolto». Guardate indietro anche per avere radici, guardare ai vostri nonni, guardare ai vostri anziani e parlate con loro, prendete tutto ciò e portatelo avanti. Trasformando, ma lì avrete le radici, la forza per trasformare la famiglia. Ė una tensione trasformante. Non si può trasformare senza tensione. Vi ho detto che il nucleo di Am o r i s laetitia è nel capitolo quarto. Come vivere l’amore. Come vivere l’amore della famiglia. Parlate tra di voi sul capitolo quarto. Lì troverete molta forza per andare avanti e fare la trasformazione. E non vi dimenticate di una cosa: che l’amore ha forza propria. E l’amore non finisce mai. San Paolo dice: la fede e la speranza finiranno quando saremo con il Signore, invece l’amore continuerà con il Signore (cfr. 1 Cor 13, 13). Voi state trasformando qualcosa che è per tutta l’eternità. Quella forza propria che resterà per sempre. Che bel lavoro vi siete messi a fare. Andate avanti. Che Dio vi benedica, prego per voi e, per favore, non vi dimenticate di pregare per me. Ciao.

© Osservatore Romano - 16-17 luglio 2018