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Papa PompeiAlle ore 8.00 di questa mattina, il Santo Padre Leone XIV è partito in elicottero dall’eliporto del Vaticano per recarsi in Visita pastorale a Pompei e a Napoli.

Al Suo arrivo, alle ore 8.52, dopo l’atterraggio nell’area meeting del Santuario di Pompei, il Papa è stato accolto da: S.E. Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo Prelato di Pompei, Delegato Pontificio per il Santuario; l’On. Roberto Fico, Presidente della Regione Campania; il Dott. Michele Di Bari, Prefetto di Napoli; il Dott. Gaetano Manfredi, Sindaco della Città Metropolitana di Napoli; e la Dottoressa Andreina Esposito, Sindaco in carica f.f. di Pompei.

Quindi, Leone XIV ha raggiunto a piedi la Sala Luisa Trapani dell’area meeting, dove – alle ore 9.45 – ha incontrato il “Tempio della Carità”, realtà che accoglie persone provenienti da situazioni di disagio.

Dopo il discorso di benvenuto di S.E. Mons. Tommaso Caputo e il saluto di alcuni ospiti dei Centri del Santuario di Pompei, il Papa pronuncia il Suo discorso.

Al termine dell’incontro, lasciata la Sala Luisa Trapani, il Santo Padre si è trasferito in auto al Santuario di Pompei.

Pubblichiamo di seguito le parole di saluto che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro:

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Fratelli e sorelle carissimi, buongiorno e grazie!

Sono molto contento di incontrare tutti voi, che in vari modi siete legati alle Opere di carità del Santuario di Pompei: persone accolte, religiosi, educatori e volontari. Saluto e ringrazio particolarmente il Vescovo per le parole che mi ha rivolto e voi che avete condiviso le vostre testimonianze.

È bello per me iniziare questa Visita Pastorale sulle orme di San Bartolo Longo, che ho avuto la gioia di canonizzare il 19 ottobre scorso. Egli chiamava Valle di Pompei “luogo dell’amore che scalda il cuore”, “trionfo di fede e carità”: virtù che definiva “due ali congiunte in un medesimo volo”.

Tale realtà è ancora ben viva e visibile. Qui, nelle Opere del Santuario, si sperimenta ogni giorno la potenza della Risurrezione di Cristo che, nell’amore, rigenera i cuori alla vita buona del Vangelo. Qui il “Tempio della Carità” e il “Tempio della Fede” si sostengono a vicenda. La preghiera alimenta l’accoglienza, l’affetto, il servizio e l’impegno generoso di tanti, nei Centri educativi, nelle Case Famiglia, alla Mensa per i poveri, intitolata a Papa Francesco. E l’amore compie miracoli che vanno ben oltre ogni sforzo e aspettativa: nelle membra di chi soffre e ancora di più nelle anime.

Quando San Bartolo giunse per la prima volta a Valle di Pompei, vi trovò una terra afflitta da tanta miseria, abitata da pochi contadini molto poveri, funestata dalla malaria e dai briganti. Egli seppe vedere, però, in tutti, il volto di Cristo: nei grandi e nei piccoli, e in particolare negli orfani e nei figli dei carcerati, a cui fece sentire, con la sua tenerezza, il palpito del cuore di Dio.

A chi poi gli diceva che i suoi giovani erano destinati alla stessa sorte dei loro genitori, rispondeva che l’amore può spingere al bene anche i ragazzi più difficili e che, in ogni campo d’azione, solo la carità assicura vittorie certe, grandi e definitive. Aveva ragione, e lo ha dimostrato facendo di questo luogo, con fede e con impegno, un centro di vita cristiana e di devozione a Maria Santissima conosciuto in tutto il mondo.

Alla base di tutto, però, come abbiamo detto, c’è la preghiera e in particolare il Santo Rosario. Posto simbolicamente a fondamento del Santuario e della città, esso è il motore nascosto che rende possibile tutto il resto. Raccomando perciò a tutti voi di tenere sempre viva e di diffondere questa antica e bellissima devozione, grazie alla quale, contemplando i Misteri della vita di Gesù con gli occhi semplici e materni di Maria, “quanto Egli ha operato” penetra nei nostri cuori e trasforma la nostra esistenza (cfr S. Giovanni Paolo II, Lett. ap. Rosarium Virginis Mariae, 16 ottobre 2002, 13).

Fratelli e sorelle, sacerdoti, religiose e religiosi, coniugi impegnati nelle Case Famiglia, educatori, volontari, sia questo il vostro programma di vita: essere uomini e donne di preghiera, per riflettere, come specchi tersi e umili, la luce che viene da Dio. Così alimenterete, con gesti e parole, la fiamma d’amore che San Bartolo ha acceso e sarete, nel servizio, nel dialogo e nella vita di fede, modelli credibili e guide sapienti per questa meravigliosa gioventù.

E a voi bambini, ragazzi e giovani, raccomando di avere fiducia in chi, con amore, si prende cura della vostra crescita, e ancora di più – e sempre nella vostra vita – di confidare in Gesù, il Figlio di Dio, crocifisso e risorto, che ci salva e ci libera, l’Amico che non ci abbandona né ci respinge mai, il Fratello che ci comprende e che cammina sempre con noi. Lasciatevi coinvolgere e spingere dalla gioia che viene dalle sue parole e dai suoi esempi, e annunciatela a tutti. Il nostro mondo ne ha tanto bisogno, e voi, che ben la conoscete, potete esserne, con la vostra freschezza, i testimoni più convincenti.

Carissimi, questo è un luogo di grazia, in cui la Madonna del Rosario e San Bartolo riuniscono uomini e donne di ogni età, provenienza e condizione, per portarli all’unica Fonte di quell’amore universale che solo può dare al mondo serenità e concordia: per portarli a Dio. Stringiamoci a Lui, mentre gli affidiamo, per le mani di Maria, l’umanità intera, sicuri che, con l’aiuto della sua grazia, niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento.

Grazie per quello che fate! Andate avanti con generosità e fiducia. Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, vi raccomando all’intercessione della Madre del Cielo e di San Bartolo e vi benedico tutti di cuore.

Regina del Santo Rosario di Pompei, prega per noi!

San Bartolo, prega per noi!

© Bollettino Santa Sede - 8 maggio 2026