Lavoro casa e terra
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Un’intervista al giornale olandese di strada Straatnieuws, un quotidiano dei senzatetto di UtrechtÈ ancora presto quando ci presentiamo al portone di servizio del Vaticano, a sinistra della Basilica di San Pietro. Le guardie svizzere sono al corrente del nostro arrivo e ci fanno passare. Dobbiamo andare alla Casa Santa Marta, perché è lì dove abita Papa Francesco. Quella Casa Santa Marta probabilmente è l’hotel a tre stelle più particolare del mondo. Un grande edificio bianco dove pernottano cardinali e vescovi che svolgono il loro servizio in Vaticano o vi si trovano di passaggio e che è anche la dimora dei cardinali durante il conclave. Anche qui sanno del nostro arrivo. Due signore alla reception, come in ogni albergo, gentilmente ci indicano una porta laterale. La stanza dell’incontro è già stata preparata. Uno spazio abbastanza grande con una scrivania, un sofà, alcuni tavoli e sedie, questo è il luogo di ricevimento infrasettimanale del Papa. Poi, inizia l’attesa. Marc, il venditore di «Straatnieuws», è il più tranquillo di tutti e aspetta, seduto sulla sedia, ciò che verrà. Di colpo si presenta il fotografo ufficiale. «Sta arrivando il Papa», ci bisbiglia. E prima che ce ne rendiamo conto entra nella stanza Papa Francesco, il capo spirituale di 1,2 miliardi di cattolici. Porta con sé una grande busta bianca. «Mettetevi seduti, amici», dice con un gesto gentile della mano, «che piacere che siate qui». Il Santo Padre dà l’impressione di un uomo calmo e amichevole, ma allo stesso tempo energico e preciso. Una volta seduti si scusa per il fatto di non parlare l’olandese. Glielo perdoniamo subito.