Riflessione sul problema dell'obiezione di coscienza
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Nel mondo segnato dal gelido freddo dei laboratori in cui si costruisce una società in vitro (Olanda, Spagna, Inghilterra ed oggi Italia, l’ONU e l’UE, i liberal americani), nel mondo del progressismo tecnoscientifico (il possibile come fattibile e legale), rifiutarsi di dare la morte attraverso bisturi, pillole e quant’altro sia utile a fondare una società sull’odio è ormai un delitto in quanto illegale; non consono cioè alla volontà del legislatore che se non legata ad un modello fondante a priori ( la legge naturale) diviene strumento di dittatura della maggioranza o ancor peggio della minoranza. Oggi il legalismo morale considera un delitto amare ciò che non si vede ma si sente come appartenente alla propria specie: il feto, l’embrione, l’handicappato, l’ammalato, il vecchio, lo straniero.
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