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BERLINO, 19. L’impossibilità di frequentare le celebrazioni in una chiesa o di leggere la Bibbia con altri fedeli; controlli e limitazioni delle attività religiose, addirittura repressioni compiute in nome di una supposta “eredità religioso-culturale”; segni e confessioni sempre più banditi dalla sfera pubblica; ostacoli al diritto di cambiare il proprio credo. Sono alcune delle preoccupanti realtà che emergono dal secondo «Rapporto ecumenico sulla libertà di religione dei cristiani nel mondo» presentato venerdì scorso in una conferenza stampa a Berlino dall’arcivescovo di Bamberg, Ludwig Schick, presidente della Commissione per la Chiesa universale della Conferenza episcopale tedesca, e dal vescovo Petra Bosse-Huber, incaricato per le questioni internazionali della Chiesa evangelica tedesca.
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