La semplicità del dire e del fare
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Vescovo di Cassano all'Jonio
"Certe cose il Signore non le vuol scrivere né sul bronzo, né sul marmo, ma sulla polvere, affinché se la scrittura resta, sia ben chiaro che tutto è opera, merito del Signore. Io sono la pura e povera polvere: su questa polvere il Signore ha scritto".
Così diceva di sé Albino Luciani, il Papa che, recitando Trilussa e parlando con brio del Pinocchio collodiano, seppe toccare i cuori e le menti degli uomini e delle donne di ogni paese e condizione grazie all'umiltà, alla semplicità del fare e del dire, alla signorilità del tratto, al calore umano.
Ricordarlo oggi, sul finire d'una calda estate ed a trent'anni esatti dalla sua salita al soglio pontificio, è il giusto e doveroso tributo alla figura di un uomo che fu prete secondo il cuore di Dio, docente e catecheta abile e saggio; vescovo vivace ed intrepido per quanto "scricciolo"; Padre conciliare, discepolo docile dello Spirito Santo; Patriarca forte, mite e cordiale. Da Papa, prese il nome di Giovanni Paolo I ed indossò quasi come pallio quell'umiltà che scelse anche come motto, in omaggio alle sue origini contadine ma, anche e soprattutto, spiegava lui stesso, "ad uno stile di vita e di servizio vissuto con la consapevolezza di essere figli della speranza, lo stupore di Dio".