Obbedienza ma nella libertà
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Pubblichiamo l'omelia che sarà tenuta nella concelebrazione eucaristica dei vescovi del Triveneto del 26 agosto a Canale D'Agordo, in occasione dei trent'anni dall'elezione al pontificato del Servo di Dio Giovanni Paolo i.
Cardinale Patriarca di Venezia
"Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare" (prima lettura, Ezechiele, 34, 15). Ezechiele, cui fa eco il Salmo responsoriale (salmo 22), delinea i tratti del Pastore che prende l'iniziativa e si espone in prima persona: "Io stesso condurrò (...) Io le farò riposare". Oggi siamo qui convenuti da tutta la regione ecclesiastica triveneta, e non solo, per compiere viva memoria del Pastore, forte ed amorevole, che fu il Servo di Dio Albino Luciani, nel giorno trentennale della sua elezione al soglio pontificio.
Il profeta e il salmista tornano continuamente sui principali comportamenti del Pastore-Padre (identificazione questa cara a Giovanni xxiii predecessore di Albino Luciani come Patriarca e come Pontefice): il pastore è colui che ha personalmente cura delle sue pecore, ad una ad una, le raduna da tutti i luoghi dove erano disperse, le fa riposare in un buon ovile, le guida con fermezza per il giusto cammino. In sintesi le asssicura della sua compagnia fedele ed indefettibile ("se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me", Salmi, 22, 4). È qui descritta mirabilmente l'esperienza dell'amore oggettivo ed effettivo che fu proprio del grande figlio di questa nobile terra.