Il fondatore di Taizé era protestante o cattolico?
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In un'intervista pubblicata il giorno dell'Assunta su "L'Osservatore Romano", il cardinale Walter Kasper, presidente del pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, ha sciolto un enigma riguardante il fondatore della comunità ecumenica multiconfessionale di Taizé, padre Roger Schutz (nella foto). L'enigma riguardava il rapporto di Schutz con la Chiesa cattolica. Schutz era pastore protestante, di tradizione riformata e di matrice calvinista. Dopo la sua morte - avvenuta all'età di 90 anni per mano di una squilibrata il 16 agosto del 2005, durante la preghiera della sera alla presenza di 2500 fedeli - la comunità di Taizé smentì che egli si fosse segretamente convertito al cattolicesimo. Ma ad avvalorare la sua conversione c'erano vari fatti: Schutz aveva ricevuto più volte la comunione eucaristica dalla mano di Giovanni Paolo II; si comunicava ogni mattina nella chiesa di Taizé nella messa celebrata in rito cattolico; e infine gli aveva dato la comunione lo stesso cardinale Joseph Ratzinger, in piazza San Pietro, nella messa dei funerali di papa Karol Wojtyla.
Divenuto papa col nome di Benedetto XVI, Ratzinger commentò con parole toccanti - il 19 agosto 2005 a Colonia, incontrando rappresentanti delle Chiese e comunità cristiane non cattoliche - la morte di Schutz avvenuta tre giorni prima a Taizé. Lo indicò come esempio luminoso di "ecumenismo interiore e spirituale", fatto soprattutto di preghiera. Ricordò d'aver avuto con lui "un rapporto di cordiale amicizia" e d'aver ricevuto proprio nel giorno della sua uccisione una sua lettera di adesione a lui come papa.
Benedetto XVI intrattiene un eccellente rapporto anche col successore di Schutz, fratel Alois Leser, 54 anni, tedesco, cattolico. Lo riceve in udienza privata almeno una volta all'anno. La firma di fratel Alois compare di frequente su "L'Osservatore Romano", il cui direttore, Giovanni Maria Vian, è anche lui da molti anni un grande estimatore della comunità di Taizé.
Ma Kasper come scioglie l'enigma? Egli nega che padre Schutz abbia "formalmente" aderito alla Chiesa cattolica. Tanto meno che abbia abbandonato il protestantesimo nel quale era nato. Afferma invece che egli abbia progressivamente "arricchito" la sua fede con i capisaldi della fede cattolica, in particolare il ruolo di Maria nella storia della salvezza, la presenza reale di Cristo nell'eucaristia e il "ministero d'unità esercitato dal vescovo di Roma". In risposta a questo, la Chiesa cattolica accettò che egli comunicasse all'eucaristia.
Stando alle parole di Kasper, è come se tra Schutz e la Chiesa di Roma vi sia stato un patto non scritto, "oltrepassando certi limiti confessionali" e canonici.
Ma lasciamo al cardinale l'esplicitazione precisa dell'ecumenismo "spirituale" rappresentato da padre Schutz. Il quale una volta disse di sé: "Ho trovato la mia identità di cristiano riconciliando in me stesso la fede delle mie origini con il mistero della fede cattolica, senza rottura di comunione con chicchessia".
Ecco il testo integrale dell'intervista, uscita su "L'Osservatore Romano" del 15 agosto 2008:
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