Il monaco simbolo dell'ecumenismo spirituale
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Tre anni fa, il 16 agosto 2005, durante la preghiera della sera veniva assassinato da una squilibrata fratel Roger Schutz, fondatore e priore della comunità di Taizé, che da poco aveva compiuto novant'anni. Il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, cardinale Walter Kasper, ne ricorda la figura in questa intervista a "L'Osservatore Romano". Sono trascorsi tre anni dalla tragica morte di fratel Roger. Lei stesso è andato a presiedere le sue esequie. Chi era per lei?
La sua morte mi ha molto commosso. Mi trovavo a Colonia per la Giornata mondiale della gioventù, quando abbiamo saputo della scomparsa del priore di Taizé, vittima di un atto di violenza. La sua morte mi ricordava delle parole del profeta Isaia sul Servo del Signore: "Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori" (53, 7). Durante tutta la sua vita, fratel Roger ha seguito la via dell'Agnello: con la sua dolcezza e la sua umiltà, con il suo rifiuto per ogni atto di grandezza, con la sua decisione di non dire male di nessuno, con il suo desiderio di portare nel proprio cuore i dolori e le speranze dell'umanità. Poche persone della nostra generazione hanno incarnato con tale trasparenza il volto mite e umile di Gesù Cristo. In un'epoca turbolenta per la Chiesa e per la fede cristiana, fratel Roger era una fonte di speranza riconosciuta da molti, compreso me stesso. Come professore di teologia e poi come vescovo di Rottenburg-Stuttgart, ho sempre incoraggiato dei giovani a fare durante l'estate un breve soggiorno a Taizé. Vedevo quanto quel soggiorno vicino a fratel Roger e alla comunità li aiutasse a meglio conoscere e a vivere la Parola di Dio, nella gioia e nella semplicità. Tutto questo, l'ho sentito ancora di più nel momento di presiedere la liturgia delle sue esequie nella grande chiesa della Riconciliazione a Taizé.
Qual è ai suoi occhi il contributo proprio di fratel Roger e della comunità di Taizé all'ecumenismo?