Il consumismo natalizio di san Francesco d’Assisi Senza Festeggiato la moralità diventa moralismo
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Una delle fonti riconosciute maggiormente importanti per ricostruire il vissuto di Francesco d’Assisi è la Compilazione d’Assisi che raccoglie le testimonianze dei compagni del Santo, ossia di coloro che come frate Leone gli stettero accanto negli ultimi anni. Soprattutto sono autorevoli i brani introdotti dalla formula «noi che siamo stati con lui» che può essere considerata come una firma d’autenticità posta dagli stessi frati testimoni dell’accaduto. Uno di questi testi narra la particolare solennità con cui san Francesco voleva che si festeggiasse il Natale. Senza forzature, leggendo tale “spreco di cibo” (cfr. G. Cassio - P. Messa, Il cibo di Francesco d’Assisi, Milano 2015) si può considerare quello dell’Assisiate come un Natale consumista. Ma cosa lo distingue dal consumismo contro cui spesso si sente parlare nei giorni delle feste natalizie? Una differenza tanto semplice quanto indicativa, ossia che egli aveva chiaro chi fosse il festeggiato. Quindi non si tratta di scagliarsi moralisticamente contro il consumismo ma richiamare Colui che è il festeggiato, ossia Gesù che rivela la misericordia del Padre (cfr. P. Martinelli - P. Messa, Francesco d’Assisi e la misericordia, Bologna 2015), come ebbe a ricordare il cardinale Giacomo Biffi nel giubileo del 2000.