Fraternità e umanesimo
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di RICCARDO BURIGANA «Sempre attenta a cogliere i segni fecondi presenti nella ricerca, anche sofferta e oscura, dell’uomo, Chiara vi rileva il farsi strada di una riconsiderazione dell’uomo nella sua integralità e pienezza che fanno presagire il sorgere di “un rinato umanesimo” dal cammino irreversibile. Un umanesimo nel quale tutte le prospettive dell’uomo sono adeguatamente accolte e fondate e poste in rapporto alla realtà di Dio quale apertura dell’uomo verso una trascendenza che vive già nella sua storia e che, al tempo stesso, ne rappresenta la realizzazione suprema e definitiva. Un umanesimo, insomma, che, mutuando la nota espressione di Jacques Maritain, potremmo definire integrale, cioè, come attesta il magistero di Paolo VIin conformità alla grande lezione del concilio Vaticano II, capace di porre al centro della sua considerazione “ogni uomo e tutto l’uomo”».