Francesco d'Assisi e il francescanesimo: tornare alle fonti per andare oltre i luoghi comuni
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Il cappuccino p. Servus Gieben, uno dei massimi esperti dell'iconografia francescana, ebbe a dire che è importante risalire alle fonti primarie onde verificare l'attendibilità delle notizie, spesso date per scontate mentre sono in parte o totalmente erronee. Lo diceva soprattutto in merito alla vicenda di Francesco d'Assisi e del francescanesimo, argomenti che sono oggetto di grande attenzione anche se non sempre con altrettanta professionalità. Ecco allora attribuirgli – anche da parte di persone molto autorevoli – aforismi e racconti che hanno avuto origine e cominciato a circolare solo negli ultimi anni; testi estranei al pensiero e spiritualità del Santo d'Assisi non solo in quanto al linguaggio, ma persino al contenuto. Tutto ciò indica la veridicità di quanto ebbe a dire alcuni anni fa monsignor Giuseppe Chiaretti, arcivescovo di Perugia, ossia il timore che frate Francesco d'Assisi potesse diventare una sorta di un secondo santa Claus/Babbo Natale.
Considerando tutto ciò si riconosce l'importanza di avere testi criticamente editi, affidabili in quanto al loro contenuto; questo è l'obiettivo della Edizione nazionale delle fonti francescane che con la pubblicazione dei Detti di Egidio d'Assisi a cura di Stefano Brufani ha dato inizio alla collana. Significativo che il primo volume sia dedicato al beato Egidio, uno dei primi seguaci dell'Assisiate: infatti ciò indica che la vicenda di frate Francesco risulta pressoché incomprensibile se non letta e considerata all'interno della fraternità minoritica – che diventerà l'ordine dei frati Minori – in cui si svolse e concluse la sua vita.
Per tutti questi motivi presso la Pontificia Università Antonianum venerdì 28 marzo, con inizio alle ore 15,00, si terrà un seminario di studio inerente a I Detti del b. Egidio, in cui interverranno – moderati dal prof. Alvaro Cacciotti ofm – i prof. Giovanni Paolo Maggioni e Luigi Pellegrini.
Programma e informazioni in www.antonianum.eu.