Per una festa da celebrare insieme
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"Celebrare la Pasqua lo stesso giorno rafforza la testimonianza cristiana": con queste parole il Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane degli Stati Uniti (Ncc) ha rivolto un messaggio a tutti i cristiani per esortare le Chiese a trovare una soluzione alle diverse tradizioni che determinano, spesso, una differente data nella celebrazione della Pasqua. Quest'anno l'invito a cercare un accordo assume un significato particolare perché, per il secondo anno consecutivo, tutti i cristiani celebrano la Pasqua lo stesso giorno. Già l'anno scorso il Ncc aveva sollevato la questione con una lettera rivolta a tutti i cristiani, ma i risultati sono stati così deludenti per una reale soluzione della questione, nonostante le tante parole di apprezzamento da Chiese e comunità nel mondo per questa iniziativa, che l'organizzazione ha deciso di rinnovare l'appello per rilanciare l'idea. Infatti per il Ncc sarebbe veramente importante giungere alla definizione di un'unica data per la celebrazione della Pasqua dal momento che questa scelta sarebbe un gesto concreto di quanto già unisce i cristiani, favorendo così una più efficace testimonianza dell'evangelo. Anche nell'appello di quest'anno, il Ncc ha evocato il Documento di Aleppo del 1997, nel quale erano già state indicate le ragioni che dovevano spingere i cristiani a superare le divisioni nella definizione della data della celebrazione della Pasqua. A distanza di tanti anni, tuttavia, dopo tante dichiarazioni successive a favore di una soluzione, permangono delle difficoltà che impediscono di "proclamare la Resurrezione con una sola Voce", che rappresenta il compito primario e irrinunciabile di tutti i cristiani. Secondo il segretario generale della Commissione Fede e Costituzione del Ncc, Antonios Kireopoulos, è motivo di scandalo la moltiplicazione delle date nella celebrazione della Pasqua, tanto da generare confusione dentro e fuori le comunità che devono "proclamare con una sola voce la vittoria della Pasqua della vita sulla morte che è la salvezza del mondo".
La celebrazione della Pasqua nello stesso giorno, come avviene quest'anno, appare così un'occasione straordinaria per mostrare quanto la festa sia importante per rafforzare il cammino verso la piena e visibile comunione della Chiesa, tanto più che essa offre l'opportunità di condividere il tempo quaresimale. Proprio nella Quaresima la pluralità delle tradizioni cristiane, pur assumendo forme diverse, mostra la centralità che i cristiani attribuiscono a questo tempo che è di "prosperità spirituale" come ha scritto l'arcivescovo Demetrios della Chiesa greco- ortodossa dell'America, nella sua lettera enciclica per la Quaresima. Nel movimento ecumenico si è venuta così sviluppando la consapevolezza della necessità non solo di rimuovere gli ostacoli che impediscono di trovare una data comune per la Pasqua e di conseguenza di vivere la Quaresima negli stessi giorni, ma anche di moltiplicare le iniziative che già indicano la comune volontà dei cristiani di testimoniare la loro unità nella Quaresima, con gesti concreti e con uno stile di vita che richiami alla sobrietà evangelica.
Per questo la Ecumenical Advocacy Alliance (Eaa), che raccoglie cristiani di tradizioni e confessioni diverse, ha indicato un programma in sei punti per iniziare la Quaresima con uno stile che accompagni la preparazione alla Pasqua: dal digiuno dal cibo, come gesto simbolico di solidarietà con le persone che soffrono la fame nel mondo; all'impegno a condividere cibo e risorse per il tempo di Quaresima, così da evitare ogni tipo di spreco e rafforzare il senso comunitario, fino alla sottoscrizione di un appello alla Food and Agriculture Organization (Fao) per un piano concreto contro lo sfruttamento indiscriminato della terra e per la definizione dei diritti dell'acqua.
Non è secondario il fatto che questo cammino sia pensato nel tempo che precede la Pasqua, quando i cristiani, ancora di più, sono chiamati, a testimoniare insieme il loro impegno contro la povertà in nome della fedeltà all'insegnamento evangelico.
Nella prospettiva di un comune impegno contro la povertà appare, inoltre, particolarmente significativo l'appello lanciato dai cattolici in molti Paesi dell'Asia, come le Filippine, Hong Kong, la Corea del Sud, il Myanmar, l'Indonesia, il Pakistan, il Bangladesh, lo Sri Lanka, solo per nominarne alcuni, affinché la Quaresima sia vissuta come un tempo per l'assistenza delle persone più povere e più deboli. E si rivolge l'invito alla ricerca, tanto più quando le comunità cristiane vivono in una situazione di profonda incertezza per i recenti attacchi contro la libertà religiosa, alla piena collaborazione con gli altri cristiani, così come avviene in altre occasioni, nella consapevolezza che i cristiani debbano combattere insieme contro la povertà, contribuendo anche all'affermazione dei valori umani là dove sono messi in discussione o negati. Sullo stesso piano, infine, si colloca l'appello per un mondo di pace, nel quale non trovino più posto le armi di distruzione di massa, che costituisce uno dei temi centrali della Quaresima per il movimento ecumenico in Inghilterra.
Da ventinove anni i fedeli delle diverse confessioni condividono l'idea che la Quaresima debba essere un momento di cambiamento profondo e di preparazione spirituale alla vita che è manifestata dalla Pasqua di Resurrezione che i cristiani, tutti insieme, devo proporre al mondo, annunciando la la pace e rifiutando la guerra.
Tra i molti interventi che hanno invitato i cristiani a porre al centro della propria vita la preparazione alla Pasqua, si ricordano le parole del Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I. Nell'omelia per l'apertura della Quaresima il Patriarca - pur rivendicando la peculiarità della tradizione ortodossa nel sostenere e nel guidare i fedeli nella lotta spirituale che i cristiani sono chiamati a compiere per testimoniare l'evangelo - ha ricordato che "si deve essere coraggiosi e forti così da purificare l'anima e il corpo per raggiungere il Regno di Dio che è donato, già in questa vita, a tutti coloro che lo cercano con sincerità e con tutta la loro anima".
(©L'Osservatore Romano 14-15 marzo 2011)