Newman e il Vaticano II
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La beatificazione di John Henry Newman promette di essere motivo di gioia e di grazia per tutta la Chiesa. Sarà, però, una grazia particolare per i pastori e i teologi della Chiesa, soprattutto in preparazione del cinquantesimo anniversario dell'apertura del concilio Vaticano II.
Come è noto, circa cento anni prima che Giovanni xXIII indicesse il concilio, Newman lo aveva previsto. Inoltre, alcuni documenti del concilio, in particolare la Dei verbum (la costituzione dogmatica sulla rivelazione divina) e la Lumen gentium (la costituzione dogmatica sulla Chiesa) riflettono la lungimiranza e l'influenza di Newman.
Oltre a prevedere il Vaticano II, John Henry Newman può essere una guida privilegiata per la ricezione e l'assimilazione permanenti del concilio. Infatti Newman è un rappresentante eccezionale della visione e dell'idea specificatamente cattolica. I suoi scritti rivelano una generosità di spirito che procede per inclusione invece che per riduzione: un'apertura alla presenza e alla promessa multiformi di Dio. Newman incarna l'esortazione di san Paolo ai Filippesi: "Quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri" (4, 8).