Chi va a San Pietro trova un tesoro
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I fedeli o i visitatori che entrano in San Pietro trovano all'ingresso un cartello con una scritta che non passa certo inosservata: "Museo del tesoro". Difficile andare oltre senza prima aver soddisfatto la curiosità di sapere che cos'è questo "tesoro" e cosa ha a vedere con la basilica. Seguendo le indicazioni si giunge nel corridoio che porta alla sagrestia e procedendo in direzione del flusso dei pellegrini ci si ritrova davanti all'ingresso del museo. Si apre così davanti agli occhi un mondo inatteso. È un ambiente che trasuda storia e arte. Si possono ammirare oggetti sacri, arredi, preziosi, croci, quadri, statue, opere artistiche di straordinario valore e bellezza, delle più svariate epoche. A cosa si deve questo "tesoro" della basilica? La risposta è semplice: la tomba dell'apostolo Pietro, poche decine di metri più in là. È in suo onore che papi, re, principi, governanti, ma anche migliaia di semplici fedeli, hanno donato nel corso dei secoli queste meraviglie dell'arte orafa, pittorica, plastica. Il tutto raccolto pazientemente dal Capitolo vaticano ed esposto con cura per soddisfare l'interesse dei visitatori. Abbiamo chiesto a monsignor Giuseppe Bordin, camerlengo del Capitolo e responsabile del museo, di accompagnarci nella visita e di illustrarci le caratteristiche principali di questa singolare collezione.