Unità nazionale e unità morale degli italiani
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Si tiene a Stresa dal 25 al 28 agosto l'undicesimo corso dei Simposi Rosminiani sul tema "Antonio Rosmini e il problema storico dell'Unità d'Italia". Pubblichiamo stralci della prolusione.
Leggo dai Taccuini di lavoro di Benedetto Croce: "2 giugno (del 1946). Recatomi di buon'ora a votare. Che cosa verrà fuori da queste votazioni? Per distrarmi ho scritto l'articoletto sull'Alfieri satirico"; "6 giugno. Il referendum ha diviso l'Italia in due parti, che quasi si fanno equilibrio. Io sono convinto di aver sostenuto e votato la monarchia, e non vorrei avere l'inquietudine che dovrebbero provare coloro che, senza alcuna necessità e senza nessuna prevedibile utilità per l'Italia, vogliono il nuovo e finora intentato. Napoli ha dato una grande maggioranza per la monarchia. Il sentimento che ha mosso i fautori della monarchia e dello stato spontaneo e legato a tradizioni e a motivi buoni e generosi. Chi dice le solite volgarità di reazione, di fascismo, di gente pagata, ecc., calunnia vilmente questa popolazione intelligente e sensibile". "7 giugno (...) Agitazioni in Napoli per la monarchia: il governo ha avuto il torto di far qui una legione di partigiani dell'alta Italia, che ha irritato la popolazione. Ci siamo radunati in prefettura, tutti i rappresentanti dei partiti e dei giornali e vecchi uomini politici, come me, De Nicola e Porzio, e abbiamo consigliato la calma e dette ferme parole contro il riaffiorare di sentimenti autonomistici di Nord e Sud" (Taccuini di lavoro, 1946-1949).