Figlio del tuono
- Details
- Hits: 6367
Come sarà stato Giacomo, il figlio di Zebedeo e di Salomé, a cui gli evangelisti attribuiscono sempre un posto di spicco nelle liste dei Dodici, e che Gesù stesso volle accanto, insieme a Pietro e a suo fratello Giovanni, in alcuni momenti più significativi della sua esistenza terrena? Doveva essere, senza dubbio, un uomo impetuoso e ardente, incline alla collera, che immaginiamo prendersi furiose arrabbiature quando, dopo una dura giornata sul lago di Tiberiade, tornava a mani vuote a Betsaida. Più di una volta, irato, avrà lanciato maledizioni ai pesci renitenti a cadere nelle sue reti; più di una volta li avrà minacciati di scagliare contro di loro il "fuoco del cielo", che era quello che voleva scagliare anche contro gli inospitali samaritani quando, dopo la Trasfigurazione, Gesù lo manda avanti, insieme a suo fratello Giovanni, a cercare un posto dove passare la notte. Possiamo immaginare Giacomo, esausto e affamato, dire peste e corna dei samaritani, e Gesù che lo riprende dicendo: "non esagerare, figlio del tuono, non esagerare...". Perché così, "figli del tuono" Gesù chiamava Giacomo e Giovanni, dimostrando che i figli di Zebedeo erano uomini risoluti e poco mansueti.