Oleg Vladimirovic Tron'ko e l'unità della Chiesa
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Duri tempi di guerra a Kiev nel 1918, dove il 20 giugno nacque Oleg Vladimirovic Tron'ko che a settembre ricevette il battesimo ortodosso. Il padre medico, con il grado di ufficiale, combatteva nell'armata dei volontari. La città, stretta d'assedio a lungo dai bolscevichi, non riceveva rifornimenti di viveri e nell'estate 1919 iniziò la grande fame. Oleg e il fratello maggiore spesso erano ammalati e sembravano degli scheletrini. Nel tragico esodo di due settimane verso Armavir, la famigliola corse il rischio di vedere morire Oleg per una brusca frenata, sbalzato dal carro bestiame su cui viaggiava.
Sotto il fuoco incrociato degli eserciti i Tron'ko giunsero nella Pasqua 1920 a Sebastopoli. Infuriava però l'evacuazione della Crimea, la nave che li trasportava stette in rada a Costantinopoli per un mese, infine raggiunsero il quartiere francese di Gallipoli in condizioni miserevoli.
Nell'estate del 1921, una donna profondamente credente, moribonda, disse alla madre di Oleg: "Ne abbia cura, è un bambino straordinario, lo custodiscono sia la santissima Vergine, sia un'altra santa". Sembravano, allora, delirii.